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Dall’eccesso di regolamentazioni al recupero sulle materie prime, la transizione sostenibile al centro del programma dell’ex presidente del Consiglio
La parola sostenibilità, anzi la transizione sostenibile, è uno dei passaggi chiave del piano sulla competitività presentato all’Ue dall’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, nei giorni scorsi, su indicazione della Commissione europea. Se ne parla poco, c’è maggiore focus sulla portata economica del progetto di Draghi, che vale quasi 800 miliardi di euro annui, ma ci sono passaggi decisivi sulle tecnologie green, per esempio, oppure sull’innovazione.
Secondo il piano Draghi, affinché l’Ue inizi a recuperare il gap con Cina e Stati Uniti, a proposito delle tecnologie verdi, troppe regolamentazioni bloccherebbero il loro sviluppo e un passo decisivo per il passo in avanti si avrà con l’applicazione dello CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), la normativa europea – di cui abbiamo scritto in passato – che prevede una tassa sulle emissioni generate dai prodotti importati dalle aziende, così da colmare il gap competitivo delle aziende continentali con quelle internazionali.
Le materie prime
Secondo il piano, per ridurre il margine della Cina che detiene la supply chainSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci delle materie prime per gli impianti fotovoltaici (litio, batterie) vanno introdotti negli appalti pubblici quote predeterminate di produzione locale, promuovendo anche la mobilità dei lavoratori specializzati tra i Paesi Ue.