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Polimi: gran parte della cifra sarebbe usata per gli edifici di classe G, sono cinque milioni
Sui costi per l’adeguamento delle abitazioni, degli edifici a quanto indicato dalla direttiva Casa Green, ovviamente se fosse recepita all’interno dell’ordinamento italiano, se ne discute da settimane, con stime da capogiro. Ora c’è anche lo studio della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui il costo collettivo andrebbe intorno ai 180 miliardi di euro entro la fine del decennio, una cifra che servirebbe in gran parte al restyling in versione sostenibile degli edifici in condizioni peggiori, quelli valutati di classe G: sono circa cinque milioni di edifici, circa il 40% del parco immobiliare italiano. Solo questa indicazione rende l’idea di quanto sia complicata la situazione. E si tratta di interventi decisivi nel processo di decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci, fa notare lo studio del Polimi.
Dalla riduzione del consumo di energia per gli appartamenti – intorno al 16% rispetto al 2020 – alla stima per gli edifici G, con risparmio addirittura del 55%. Ma è davvero possibile raggiungere questi obiettivi?
Sul tema ne ha parlato qualche settimana fa a Sostenibile Oggi Davide Tabarelli, capo di Nomisma Energia, un think tank indipendente basato a Bologna che fa ricerca sull’energia e l’ambiente. “Questa situazione assomiglia alla situazione dell’auto elettrica: la vorrebbero tutti ma chi può permettersela? Tutti vorrebbero avere 300 mila euro per il restyling della casa con pompe di calore, il tetto fotovoltaico, ma il reddito degli italiani, che vivono tra l’altro soprattutto nei condomini, non arriva a 50 mila euro, quindi l’Ue dovrà procedere a degli aggiornamenti, a dei punti di incontro”.