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Intesa San Paolo: l’output stimato è stato superiore ai 437 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in più dell’anno precedente
Dai nuovi materiali per la produzione di cosmetici, alla ricerca di prodotti per la bioplastica, poi c’è l’uso di materie alternative per la filiera agro-alimentare e le start-up attive nel sistema moda, dove si usano scarti alimentari, o anche la bio-edilizia. La bioeconomia cresce, anzi vola in Italia. I dati relativi allo scorso anno, secondo un report prodotto da Intesa San Paolo, la bioeconomia italiana ha rappresentato il 10% in termini di valore della produzione e anche il 7,6% sull’occupazione totale in Italia.
Scavando nel report, si evidenzia che l’output stimato è stato superiore ai 437 miliardi di euro, quasi 10 miliardi più dell’anno precedente, con l’occupazione di circa due milioni di persone. L’agroalimentare occupa, secondo il report, il 63% del fatturato della bioeconomia italiana.
Il resto d’Europa
Il conto complessivo è di quasi 1800 miliardi di euro, sommando il fatturato sulla bioeconomia di Francia, Germania, Italia e Spagna. Al primo posto c’è la bioeconomia tedesca (valore produzione 542,9 miliardi di euro, con oltre due milioni di occupati, poi la Francia (459,1 miliardi di euro), seguita da Italia e Spagna (311,9 miliardi). In Italia sono oltre 800 le start-up innovative censite nel 2023, il 6,6% del totale, e la diffusione si verifica in ricerca e sviluppo (45%), seguito dall’agri-food (25%).