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Un giro d’affari da 216 miliardi di euro solo per l’agroalimentare nel 2021. Dalla chimica bio-based si ricavano nuove risorse per la produzione sostenibile
E’ un settore chiave per il radicamento della sostenibilità in Europa. Si tratta della bioeconomia, che secondo uno studio di Intesa San Paolo vale 364 miliardi di euro nel 2022 in Italia, 216 miliardi solo quella fetta relativa all’agro-alimentare. All’interno della bioeconomia spicca la chimica bio-based, una branca della chimica che utilizza risorse biologiche rinnovabili per la realizzazione di prodotti innovativi e sostenibili, contribuendo anche alla risoluzione delle problematiche ambientali. La scelta da parte dei paesi avanzati di investire nella chimica bio-based risponde alla necessità di garantire la sostenibilità delle loro stesse economie, riducendo il proprio impatto ambientale. La conversione ad una economia green diventa ancora più urgente a causa dell’origine antropica della crisi climatica.
Questo avviene ovviamente anche in Italia. All’Università di Bologna è stato lanciato un progetto, CARINA, di Horizon Europe, finanziato dall’Unione europea, che coinvolge anche centri di ricerca e aziende agricole da otto paesi europei (tra cui ovviamente Italia, poi Francia, Spagna, Germania).
Al centro del progetto c’è lo sviluppo dei prodotti che possono scaturire dall’utilizzo di due piante, camelina e carinata, colture non alimentari che si inseriscono nelle rotazioni con colture alimentari tradizionali. Una pratica che oltre offrire nuove risorse per la produzione sostenibile, favorisce la biodiversità, mantiene i terreni più facilmente lavorabili e li protegge dall’erosione.
Le due piante possono produrre dai biocarburanti (per automobili, aerei e navi) avanzati al nylon sostenibile (che si combina con il ricino), poi fitofarmaci e prodotti cosmetici. Sono coinvolti così diversi settori industriali, anche al centro della scena mediatica come i biocarburanti, sostenuti con forza dall’Italia nell’Ue. Quattordici anni fa una direttiva europea aveva lanciato l’uso dell’olio di palma come materia prima per la loro produzione, generando così disboscamentoDeforestazione La deforestazione è il processo di rimozione o distruzione di foreste o aree boschive su larga scala, generalmente per far posto ad attività umane come l'agricoltura, l'allevamento, l'estrazione mineraria o lo sviluppo urbano. Questo fenomeno ha profonde implicazioni ambientali,... Approfondisci ed emissione di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci.
Una nuova direttiva, nel 2015, che ha messo l’accento sulle emissioni indirette causate dall’aumento delle superfici dedicate alle coltivazioni agro-energetiche e i biocarburanti prodotti con coltivazioni ad uso alimentare, come soia o palma da olio, non sono stati saranno quindi più considerati una fonte di energia rinnovabileEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci. Ecco quindi che si lavora ad altre materie prime, come le piante come camelina e carinata.