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Per il colosso che gestisce la rete nazionale di trasmissione elettrica ci sono alcuni riconoscimenti internazionali per l’impegno sulla sostenibilità

Terna si piazza al top delle best practices Esg in Italia. L’azienda che gestisce la rete nazionale di trasmissione elettrica occupa la prima casella – per il terzo anno in fila – nel MIB Esg, l’indice blue-chip per l’Italia istituito due anni fa e dedicato appunto alle best practices per la sostenibilità ambientale, sociale e di governance.

Per Terna, c’è la conferma della presenza al top della sostenibilità aziendale grazie ad altri indici internazionali: FTSE4Good, Euronext Vigeo e S&P Developed 100 Gender Equality & Inclusion.

Advanced è il livello raggiunto da Terna nell’indice MIB Esg, che integra gli impatti Esg nella misurazione della performance economica in linea con i principi del Global Compact delle Nazioni Unite. Le aziende vengono valutate e selezionate in base a un assessment, condotto dall’agenzia di rating Moody’s Analytics, che misura circa 300 indicatori, relativi a 38 criteri di sostenibilità e che tiene conto di KPI specifici: dal tasso di turnover dei dipendenti; alle emissioni dirette di carbonio alla percentuale di donne nel management. Poi, le politiche sociali, dall’adozione del Codice etico al rispetto dei diritti umani e poi quell’immenso settore poco considerato come la promozione della diversità). 

A febbraio, Terna si è confermata la migliore società fra le 250 utility elettriche mondiali valutate nel ‘Corporate Sustainability Assessment 2022’ di S&P Global. Ottiene così il riconoscimento più alto nell’ambito del Sustainability Yearbook per l’ottava volta in 14 anni di presenza continua nel Dow Jones Sustainability Index.

La sostenibilità è un driver strategico su cui si basa l’attività di Terna: i circa dieci miliardi di euro complessivi di investimenti, che il gestore della rete di trasmissione ha previsto nell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy”, sono considerati per loro natura sostenibili per il 99% in base al criterio di eleggibilità introdotto dalla Tassonomia europea.

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