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L’amministratore delegato passa in rassegna gli investimenti dell’azienda di Vinadio sulla sostenibilità ambientale, dalla Bio Bottle ai laser elettrici, ai robot fasciatori che permettono il risparmio di plastica negli imballaggi

Ben oltre 25 anni al vertice, fatturato in crescita e un giro d’affari da 320 milioni di euro. E soprattutto la mission sulla produzione sostenibile che rappresenta il presente e il futuro dell’imprenditoria italiana e mondiale. Acqua Sant’Anna, leader nazionale delle acque minerali, è stata premiata tra le 100 eccellenze della sostenibilità: ha ricevuto il Sustainability Award, nella classifica stilata da Credit Suisse e Kon Group, pubblicata da Forbes Italia. La sostenibilità come cultura e crescita d’impresa. Oltre dieci anni fa l’azienda di Vinadio è stata la prima a realizzare una bottiglia di acqua minerale (Sant’Anna Bio Bottle) rivolta al mass market senza neanche una goccia di petrolio, ma realizzata con un biopolimero di origine vegetale, che conserva le stesse caratteristiche tecniche delle comuni plastiche, ma si dissolve dopo l’uso in meno di 80 giorni in siti di compostaggio. La bottiglia è realizzata con un biopolimero di origine vegetale che non contiene petrolio. 

Da oltre dieci anni sostengo la sostenibilità reale, ovvero studiare e pensare le cose non per venderle, ma per generare un processo aziendale virtuoso ispirato a comportamenti corretti verso l’ambiente. La mentalità sostenibile si costruisce passo dopo passo, anche per scegliere un detersivo per le pulizie dell’azienda, deve essere un prodotto bio, è un concetto che va sviluppato tra i dipendenti”, spiega Alberto Bertone, Amministratore Delegato di Acqua Sant’Anna.

Tutta la filosofia aziendale è orientata alla tutela dell’ambiente e delle risorse e si concretizza in numerose altre iniziative meno evidenti: dall’utilizzo della logistica su rotaia per il trasporto del prodotto, ai robot a guida laser elettrici (non a gasolio) che movimentano le merci. Poi, i robot fasciatori che permettono un risparmio di plastica consistente negli imballaggi, lo stabilimento ristrutturato secondo scelte architettoniche ecocompatibili con l’ambiente, con materiali di legno e pietra e il calore prodotto dai macchinari di produzione che viene canalizzato e utilizzato per il riscaldamento dello stabilimento e degli uffici. E’ in corso la formazione per il personale dell’azienda per sensibilizzare i comportamenti sia in azienda che nel privato per il rispetto dell’ambiente, il riciclo e scelte responsabili sostenibili. Inoltre, dal 2017 sono in funzione circa 20 camion alimentati a LNG e c’è stato anche il battesimo di 100 nuovi camion a LNG Bio di ultima generazione con il carburante prodotto dalla trasformazione di scarti alimentari come FORSU (l’umido) da sottoprodotti agricoli, residui industriali e fanghi da depurazione, senza quindi alcuna estrazione fossile. Infine, la pulizia di tutte le linee produttive dell’acqua e del thè che avviene attraverso il ghiaccio secco, eliminando l’uso dell’acqua.

I rifiuti industriali da costo devono diventare un guadagno”, spiega l’AD di Acqua Sant’Anna, “Riusciamo a vendere un milione di euro di scarti industriali, si tratta di bottiglie di plastica che in precedenza erano mescolate con carbone e legno, noi invece separiamo i materiali e poi li rivendiamo. La plastica da riutilizzo ha valore di mercato piuttosto alto, ci sono margini di crescita. Se cominciassimo ad andare a comprare la plastica nei condomini, oltre alla carta, del materiale riciclato per bene, potrebbe cambiare molto per le aziende, che potrebbero generare dei guadagni”.

Secondo Bertone, l’Italia dovrebbe cambiare la sua posizione in Europa sulla cauzione, ovvero sul pagamento di una cifra fissa da parte del venditore al consumatore, al fine di ottenere poi le bottiglie di plastica da riutilizzare: “Siamo arrivati al dunque in Europa, altri paesi come Germania e Stati Uniti usano la cauzione all’acquisto da 10 centesimi per impedire che bottiglie siano disperse nell’ambiente, l’Italia si dice contraria assieme ad altri 13 stati e la norma a livello europeo non passa. Non riesco a comprenderne i motivi”, aggiunge Bertone, “Dobbiamo dare un valore al rifiuto, così tutti saranno interessati a riciclare per bene. Questo è il primo passaggio per l’educazione alla sostenibilità, generare un tornaconto economico al consumatore”. L’azienda redige ogni anno il bilancio di sostenibilità: “E’ importantissimo porsi degli obiettivi e soprattutto controllare come stiamo messi, se sono stati raggiunti quelli prefissi. Dobbiamo farlo soprattutto per noi stessi, per migliorarci. Si può sempre”, ricorda l’AD di Acqua Sant’Anna.

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