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Studio di Cariplo Factory: il 52% delle startup adotta criteri ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci per vocazione ma restano alcuni punti oscuri nell’ambito della governance: solo il 16% delle aziende ha attivato policy su anticorruzione
La maggior parte delle startup italiane seleziona i fornitori in base ai criteri ESG. Quindi, sensibilizzando la clientela riguardo i temi della sostenibilità ambientale, sperimentando le tecnologie e gli strumenti per ridurre l’impatto sul pianeta.
Questo emerge dal report Sustainability Waves di Cariplo Factory (100 startup analizzate), che evidenzia la vocazione sostenibile delle nuove imprese italiane: nel 52% dei casi si registra la volontà di rendere il mondo un posto migliore, il 24% lo fa per le esigenze dei clienti, mentre l’8% per migliorare la reputazione dell’azienda.
Insomma, la strada sembra quella giusta, ma dall’analisi di Cariplo Factory, patrocinata dalla Commissione Europea e realizzata con il supporto di player come InnovUp, AIFI, She Tech, Italian Tech Alliance, La Carica delle 101 e Aut Studio ci sono punti oscuri, soprattutto nell’ambito della governance: solo il 16% delle aziende ha attivato policy interne su anticorruzione, il 21% ha implementato procedure e policy per la sicurezza e la salute dei dipendenti, il 33% ha attivato iniziative per la cybersecurity, oltre il 53% ha implementato processi di tutela della privacy verso i propri dipendenti e collaboratori.
In generale, le aziende interpellate nel report lamentano la complessità delle norme, che risultano ancora confuse, rallentando così l’adozione dei criteri ESG in almeno due casi su tre.
Invece le startup del campione di Sustainability Waves sono attive nel perseguire gli aspetti ambientali dei criteri ESG: oltre il 77% ha attivato programmi di tutela o riduzione dell’impatto prodotto sull’ambiente (gestione dei rifiuti, rispetto della biodiversità). E se il 55% dispone già di tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, il 16% si è affidato a esperti per la misurazione dello stesso impatto, mentre il 41% ha preferito adottato un sistema interno di monitoraggio.
Sull’aspetto sociale dei criteri ESG: il 60% delle startup è governato da un board composto da più del 50% di donne e il 59% ha un numero uguale o superiore di dipendenti di sesso femminile. C’è un codice etico su inclusione, diversità e minoranze per oltre il 30% delle aziende, una su due ha già stretto relazioni con enti di beneficenza o associazioni no profit.
C’è invece parecchio da lavorare, secondo il report, sull’equità salariale, registrata nel 41% delle startup, mentre il 28% promuove attivamente l’equa rappresentazione di entrambi i generi e meno di una su cinque ha all’attivo attività di sensibilizzazione sull’inclusione.