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Perdita di ghiaccio e riduzione della radiazione solare sulla catena montuosa asiatica, le conseguenze ambientali si rilevano sino al Regno Unito
La presenza delle particelle di combustibili fossili, note come black carbon sulle cime dell’Himalaya, sta producendo danni ambientali su scala globale. Si è registrato uno scioglimento accelerato degli stessi ghiacciai del sistema montuoso asiatico, il dato è stato fornito da Phil Porter, scienziato ed esperto dei ghiacciai dell’Himalaya da oltre 30 anni.
Dunque, la perdita di ghiaccio è in rapido aumento. Il problema è che man mano che le superfici dei ghiacciai si riducono, offrono meno spazio di neve e ghiaccio disponibile per lo scioglimento, quindi la resa dell’acqua di disgelo a un certo punto inizierà a diminuire. E quando si supera il picco della produzione di acqua di disgelo himalayana, le potenziali conseguenze sembrano essere estremamente preoccupanti.
Secondo lo studio, con il nero di carbone – effetto dell’accelerazione della crescita industriale – che si accumula sulle superfici dell’Himalaya, la neve bianca perde la sua riflettività, si riduce la radiazione solare, quindi il calore viene assorbito dal nero, piuttosto che essere riflesso. Così si inquina l’intera area dell’Himalaya ma le conseguenze arrivano sino al Regno Unito, a oltre 6000 km di distanza.
Il nero di carbone sulle cime dell’Himalaya viene paragonato alla sabbia del Sahara ritrovata sulle vette delle Alpi svizzere, con innalzamento del livello del mare a lungo termine ma anche un impatto sulla sicurezza alimentare per la diminuzione delle riserve di acqua dolce. L’inquinamento dell’Himalaya a causa delle particelle di black carbon è analizzato da oltre un decennio, altri studi hanno rivelato nel frattempo la presenza di pesticidi ed erbicidi sulle cime del sistema montuoso dell’Asia meridionale.
L’Himalaya è infatti spesso denominata “Torre dell’acqua dell’Asia” in quanto contiene il più grande deposito di acqua dolce al di fuori delle regioni polari. Almeno il 20% della popolazione mondiale dipende direttamente o indirettamente da questa quantità di acqua dolce, che serve per l’irrigazione, la produzione di energia e l’allevamento degli animali.