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BCG e Quantis: le aziende pensano solo alla decarbonizzazione, il fenomeno si chiama carbon tunnel vision

La perdita della biodiversità costa fino a sei punti del Pil mondiale. Un importo complessivo che vale il mercato totale della produzione agricola, forestale, ittica prodotto cinque anni fa, secondo lo studio prodotto dal Boston Consulting Group e da Quantis, secondo cui il settore infrastrutturale, insieme a quello energetico, è responsabile di circa il 35% delle pressioni sulla biodiversità. Dunque, il danno è stato fatto ed è consistente, vale oltre 5 mila miliardi di dollari annui

Sempre lo studio mette in evidenza un tema tanto trascurato quanto veritiero: con la corsa senza freni alla decarbonizzazione, si sarebbe perso di vista che l’inquinamento che determina poi il cambiamento climatico viene portato anche da altri fenomeni, come la perdita delle biodiversità. Questo processo viene chiamato carbon tunnel vision, che spinge le aziende a concentrarsi esclusivamente sulle emissioni di CO2, trascurando aspetti cruciali dell’impatto dell’uomo sull’ambiente come appunto la cura della biodiversità. Difficilmente si tornerà indietro: secondo recenti stime dell’IEA, settori essenziali come quello delle infrastrutture e dell’energia rappresentano circa il 35% delle pressioni sulla biodiversità.

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