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La legge prevede il riprestino del 20% degli ecosistemi naturali entro il 2030

E’ la legge che da giorni sta scavando profonde divisioni tra i partiti europei. La Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura che ha ottenuto l’appoggio del Parlamento europeo con una maggioranza in verità piuttosto striminzita, ma che è bastata a far passare il pacchetto che prevede il ripristino del 20% degli ecosistemi naturali entro il 2030, con l’obiettivo a lungo termine di eliminare i sistemi naturali degradati prima del 2050. 

Un obiettivo estremamente ambizioso: il Parlamento Ue ora è pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio Ue per il testo definitivo, testo che potrà essere modificato. Allo stato attuale, l’81% degli ecosistemi dell’Unione sono a rischio e l’Italia non è assolutamente in una situazione rassicurante. Ma il dibattito resta aperto e la questione è estremamente politica, considerando le elezioni europee del prossimo anno. 

Inoltre, secondo lo IUCN (International Union for the Conservation of Nature) solo nel 2015 in Europa si sono estinte 36 specie, e la velocità con cui sta proseguendo il declino della biodiversità e l’aumento di disastri e catastrofi naturali sta vertiginosamente aumentando con serie conseguenze sulla salute e sicurezza della popolazione.

Gli obiettivi della legge (che sono vincolanti per gli stati membri, un punto centrale nelle polemiche aperte tra le varie fazioni), prevedono di mettere in atto misure di ripristino che coprano almeno il 20% del territorio terrestre e marino dell’Unione europea entro il 2030, secondo quanto stabilito dagli impegni internazionali del programma delle Nazioni Unite Kumming-Montreal Global Biodiversity

Poi nel pacchetto ci sono altri step come zero perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030, invertire il trend del declino degli impollinatori entro il 2030; 25mila chilometri di fiumi tornati a scorrimento libero entro il 2030.

Il Parlamento Ue ha chiarito che la legge si applicherà solo quando la Commissione avrà fornito dati sulle condizioni necessarie per garantire la sicurezza alimentare a lungo termine e quando i paesi dell’Unione avranno quantificato l’area che deve essere ripristinata per raggiungere gli obiettivi di per ciascun tipo di habitat. E se la Spagna si è detta favorevole all’adozione della Nature Restoration Law c’è il fronte della destra europea, comprese le forze di maggioranza del Parlamento italiano, che si è detta assolutamente contraria. Era stato il PPE a mettersi di traverso all’adozione della Legge, invece sostenuta da attivisti come Greta Thunberg ma anche da colossi come Coca Cola e Nestlè, Ikea oltre che da Greenpeace, Legambiente e un milione di cittadini europei.

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