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Studio InfluenceMap: 16 aziende europee su 27 totali hanno prodotto migliori performance climatiche
Per essere incluse tra i leader globali da InfluenceMap, le aziende devono impegnarsi positivamente con una politica climatica attiva, ottenendo così un punteggio per l’organizzazione pari o superiore al 75%: il raggiungimento di tale soglia indica il pieno allineamento agli obiettivi dell’accordo di Parigi, i punteggi compresi tra il 50% e il 75% indicano un mix di coinvolgimento positivo e negativo, mentre i punteggi inferiori al 50% denotano un impegno generalmente negativo. Poi, serve un livello di engagement elevato per misurare quanto strategicamente o attivamente un’azienda stia sostenendo la politica climatica.
C’è tanta Europa nel pacchetto delle aziende globali che guidano l’impegno strategico in materia di politica climatica. Sedici su 27, come emerge dall’indagine del think tank InfluenceMap nel report Corporate Climate Policy Engagement Leaders, un approfondimento per identificare le imprese che hanno raggiunto le migliori pratiche nella difesa delle politiche climatiche.
Per l’Europa, il target fissato da InfluenceMap è un punteggio per l’engagement pari o superiore al 35%. In Nordamerica e Asia, invece, le società devono raggiungere un’intensità di engagement rispettivamente pari ad almeno il 30% e il 15%. I settori più rappresentati sono servizi di pubblica utilità, informatica, industria e vendita al dettaglio, e le regioni analizzate sono l’Europa, gli Stati Uniti e l’Asia Pacifico. Sul coinvolgimento di Enel, tra i colossi delle utilities che si sono impegnate su riduzione e scambio emissioni va ricordato che l’azienda energetica italiana lo scorso anno ha sostenuto una maggiore ambizione nell’ambito del regolamento sul metano dell’Ue per il settore energetico.