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EEA: il 96% della popolazione urbana dei Paesi Ue si trova esposta a sostanze dannose
Migliora la qualità dell’aria nell’Ue ma ci sono pericoli per la salute di chi abita nelle città, perché circondati da polveri sottili, in particolare il Pm2,5 (inquinante atmosferico), oppure l’ozono. Lo rivela il rapporto dello European Environment Agency (EEA), secondo cui il 96% della popolazione urbana dei paesi Ue si trova esposta a sostanze dannose. Si è parecchio oltre i limiti fissati dall’OMS, sebbene la situazione sia in leggero miglioramento. Secondo i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2021 il 97% della popolazione urbana dell’Ue era stato esposto a concentrazioni di particolato fine.
Eppure, aggiunge lo studio, il rischio di produrre danni alla salute con una tale concentrazione di materiali tossici nell’atmosfera è concreto: soprattutto per le patologie cardiovascolari e respiratorie.
Le stime OMS
Secondo le stime dell’OMS sulla qualità dell’aria forniti a marzo, a proposito dell’Europa, si è registrata una situazione positiva solamente in Islanda, Estonia e Finlandia, mentre l’Italia si è piazzata al decimo posto complessivo. In generale, ci sono solo dieci Paesi a livello mondiale che si trovano al di sotto del livello critico fissato dall’OMS.