Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Una decina di Stati conservatori si erge contro l’entrata in vigore dei dati sul clima

Un’altra crociata di sponda repubblicana contro il pacchetto di norme a tutela del clima: stavolta sono una decina gli Stati conservatori che si sono appellati a un sezione della corte degli Stati Uniti per bloccare l’entrata in vigore delle nuove norme sulla divulgazione dei dati sul clima della SEC, acronimo che sta per Securities and Exchange Commission del Paese americano. 

Il pacchetto SEC

Ma di cosa si tratta? La SEC ha sostanzialmente stabilito che – per la prima volta nella storia americana – sono maturati obblighi per le società pubbliche negli Stati Uniti di fornire informazioni sui rischi climatici a cui sono esposte, ma anche le iniziative che vengono prese dalle stesse aziende per la mitigazione di questi danni ambientali, per esempio che tipo di piano viene assunto per la riduzione delle emissioni, dirette e indirette, nella loro catena del valore. Troppo progressista e poco attenta quindi alle logiche del mercato secondo gli Stati a fede repubblicana, con alcuni che si erano già messi di traverso all’adozione dei criteri di sostenibilità nei mesi scorsi. L’elenco comprende: West Virginia, Georgia, Alabama, Alaska, Indiana, New Hampshire, Oklahoma, Carolina del Sud, Wyoming e Virginia, secondo cui la nuova norma eccedeva l’autorità della SEC. A febbraio dello scorso anno i leader repubblicani del Congresso avevano anticipato il tema, scrivendo alla SEC con la segnalazione dell’invasività della norma in questione. 

Articoli correlati