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Disposizioni al via dal 2025, arriva l’allarme dell’agenzia di rating Moody’s

Il regolamento Ue sulla deforestazione produce rischi per le catene di approvvigionamento. E’ quanto sostiene Moody’s e l’allarme non può che far rumore in merito al provvedimento entrato in vigore il 29 giugno, con le disposizioni principali che si applicheranno dal 2025.

Il regolamento mira a ridurre al minimo il contributo dell’Unione europea alla deforestazione globale e anche a ridurre la sua impronta legata alle emissioni di gas serra e alla perdita di biodiversità a livello mondiale.  Copre sette materie prime (olio di palma, soia, legna, cacao, caffè, bestiame, gomma) e riguarda gli operatori che esportano tali prodotti dall’Ue o gli operatori della catena di approvvigionamento che li rendono disponibili sul mercato dell’Unione.

Le nuove norme vogliono a evitare la duplicazione degli obblighi e a ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori e le autorità. C’è anche la possibilità per i piccoli operatori di affidarsi a operatori più grandi per preparare dichiarazioni di due diligence. Si viene a creare quindi un sistema di benchmarking che assegna un livello di rischio correlato alla deforestazione e al degrado forestale (basso, standard o alto) ai paesi all’interno e all’esterno dell’Ue.

Le autorità competenti dovranno effettuare controlli sul 9% degli operatori che commerciano prodotti provenienti da paesi ad alto rischio, sul 3% di quelli provenienti da paesi a rischio standard e sull’1% da paesi a basso rischio, per verificare che rispettino effettivamente gli obblighi previsti. Inoltre, verranno effettuati controlli anche sul 9% delle merci e dei prodotti pertinenti immessi, messi a disposizione o esportati dal loro mercato da paesi ad alto rischio. Le nuove norme tengono conto anche della protezione dei diritti umani relativi alla deforestazione

Le sanzioni per il mancato rispetto del regolamento comporteranno ammende pari al 4% del fatturato annuo totale dell’operatore o del commerciante nell’Ue nell’esercizio finanziario precedente fino all’esclusione da processi di public procurement o all’accesso a fondi pubblici. 

Secondo Moody’s il regolamento potrebbe fare aumentare i costi operativi non solo per le aziende a livello globale che producono uno qualsiasi dei prodotti interessati, ma anche per le aziende coinvolte nelle catene di approvvigionamento delle materie prime.

Un fattore importante sarà è la capacità di un’azienda di passare ad altri prodotti o fornitori, senza ridurre significativamente i propri ricavi. È probabile che le catene di approvvigionamento siano la principale fonte di esposizione per molti settori, ma la divulgazione da parte dei fornitori può essere limitata e i dettagli geografici sui terreni agricoli di origine possono essere difficili da individuare. Per questo motivo sarà necessaria una puntuale concertazione e collaborazione tra le autorità e le aziende più esposte ai rischi ma che più potrebbero incidere per invertire la rotta della crisi climatica.

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