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Gli obiettivi 4 e 11 sono centrati per la prima volta sulla disabilità, ma centrare il target dell’Agenda parigina è sempre più complesso

Il principio di base nell’adozione dell’’Agenda 2030′ per il raggiungimento dei 17 obiettivi prefissati per lo sviluppo sostenibile è stato il ‘Leave no one behind‘, ossia non lasciarsi nessuno alle spalle. E se è evidente che gli stessi obiettivi non saranno centrati entro la data prefissata, soprattutto sul clima, le premesse sono state tradite e non sono state premesse da poco conto, considerando che per la prima volta si sono tenute in considerazione nel pacchetto sostenibilità le persone con disabilità.

Obiettivo 4

Stop entro il 2030 al gender gap nel campo dell’istruzione, con accesso equo garantito a tutti, compresi ovviamente i disabili, per cui deve essere promosso anche l’accesso senza barriere a istituti di istruzione. Sui dati, va segnalato uno studio dell’Onu del 2018 secondo cui solo il 54% delle persone con disabilità risultava alfabetizzato e oltre il 10% si è ritrovato escluso dalla scuola, a causa della disabilità. E se in particolare l’obiettivo 4.5 si impegna, testuale, a “garantire un’istruzione inclusiva e di qualità per tutti e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti”, una delle difficoltà per raggiungere gli step prefissati è la mancanza di dati aggiornati sulle persone con disabilità. I dati infatti sono un mezzo per la valutazione delle politiche messe in campo, per valutarne l’efficacia. 

Gli altri obiettivi

C’è l’obiettivo 8.5 sul ‘lavoro dignitoso per tutti‘, comprese donne e disabili, sempre entro la fine del decennio, secondo l’Agenda di Parigi. E sulla disabilità si concentra anche un segmento dell’articolo 11, su ‘Città e comunità sostenibili‘. In particolare, l’obiettivo 11.7 sull’accessibilità universale nelle città, inclusa “l’accessibilità alle strutture pubbliche, ai trasporti e ai servizi pubblici, in particolare per le persone con disabilità”. Come raccontava tempo fa a Sostenibileoggi.it Antonio Guidi, responsabile del dipartimento di Disabilità ed Equità sociale di Fratelli d’Italia – ed ex ministro della Famiglia del governo Berlusconi -, nel Resoconto relativo all’anno 2022 in Parlamento, la parola disabilità appare una sola volta e riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche dell’aula della XIV commissione. Insomma, la strada è decisamente lunga. Ma l’Agenda 2030 in ogni caso determina un contesto in cui la disabilità è riconosciuta come elemento chiave sui diritti umani e giustizia sociale.

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