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Sono circa 73mila, ossia il 10% delle società di capitali

Circa 73mila aziende a rischio per il climate change, ossia il 10 % delle società di capitali: il dato, estremamente preoccupante, è stato fornito da una ricerca del Cerved. I settori più esposti a veder crollare il proprio mercato sono quelli cosiddetti hard to abate, cioè più complicati a convertirsi alla decarbonizzazione: l’oil&gas, che comprende sia le aziende che lavorano nell’estrazione e nella produzione e quelle che si occupano di raffinazione e di commercio. Poi ci sono le aziende del cemento, del ferro e dell’acciaio, poi i comparti industriali impegnati nella produzione di materiali da costruzione. Ma il rischio è attuale anche per l’automotive, per il comparto della moda che non riesce ad adeguarsi ai cambiamenti imposti dalle direttive europee sulla sostenibilità, ma anche per trasporti e logistica.

Secondo lo studio, le aziende più esposte ai rischi climatici presentano debiti per 207 miliardi di euro e dovranno investire parecchio, fino a 226 miliardi di euro, per avvicinarsi ai parametri imposti dalla decarbonizzazione per arrivare a quota emissioni zero.

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