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Non c’è prova del greenwashing di Exxon, Bp e Shell per aumentare le vendite dei prodotti fossili

I colossi del petrolio vincono la loro partita contro lo Stato di New York. Nei giorni scorsi infatti la Corte Suprema della Big Apple ha deciso di respingere la causa indotta dall’amministrazione cittadina contro Exxon, Bp e Shell, a proposito dei danni da loro prodotte sul cambiamento climatico. Si chiude così una vicenda che dura da quasi quattro anni: il 28 maggio 2021, New York City ha presentato una causa che chiedeva ai giudici di ritenere i giganti petroliferi Exxon Mobil, BP e Shell responsabili per aver prodotto informazioni fuorvianti sui loro prodotti e così sulle energie rinnovabili e sul cambiamento climatico, con la richiesta di sanzioni civili e la fine della pratica di greenwashing. Invece secondo i giudici non c’è prova tangibile dell’attività delle compagnie petrolifere sulle campagne di greenwashing per aumentare le vendite di prodotti a combustibili fossili a New York. Un esito che potrebbe avere un effetto scia anche negli altri Stati, tra cui California e Hawaii, in cui sono ancora aperti i procedimenti giudiziari verso i giganti del petrolio.

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