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Morgan Stanley: oltre 2,5 miliardi di tonnellate di emissioni entro il 2030

Consumano sempre più energia e inquineranno ancora di più nei prossimi anni, anche a causa dell’utilizzo delle tecnologie più avanzate, come l’intelligenza artificiale e i servizi basati sul cloud. Si tratta dei data center, che secondo le stime di Morgan Stanley in termini di emissioni andranno ben oltre i 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente (GtCO2eq) entro il 2030. Dunque, assumeranno il ruolo di massimi inquinatori a livello globale, con numeri pazzeschi e totalmente ingestibili, lontani anni luce da quanto stabilito negli Accordi di Parigi. Con il peso sulla questione dei giganti mondiali del tech come Microsoft, Google, Amazon, piuttosto preoccupati su come gestire il bisogno di energia dei data center. Una soluzione è piazzare gli algoritmi di machine learning non sul cloud ma sull’oggetto pensante, con i dati che non viaggiano su e giù per la rete: si chiama Edge AI, come spiegato dall’azienda STMicroelectronics in un’intervista recente a Sostenibile Oggi

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2021 i data center globali pesavano per lo 0,9-1,3% della domanda finale di elettricità, facendo registrare un aumento del 60% rispetto ad appena sei anni prima. Per avvicinarsi ai parametri sulle emissioni delineati a Parigi si dovrebbero dimezzare le emissioni, invece si accelera, anzi si vola.

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