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Il 77% delle aziende prevede di mantenere (33%) o incrementare (44%) gli investimenti sostenibili nel 2025

Negli ultimi mesi sono stati screditati da Donald Trump e depotenziati da diversi colossi industriali e tecnologici, ma gli obiettivi ESG non sono stati messi da parte, anzi. Secondo quanto emerge dal CFO Sustainability Outlook Survey di BDO (tra le principali organizzazioni internazionali di servizi professionali alle imprese), che ha interpellato i dirigenti aziendali, nonostante l’incertezza politica derivante dalle elezioni presidenziali americane del 2024, il 77% delle aziende prevede di mantenere (33%) o incrementare (44%) gli investimenti sostenibili nel corso dell’anno. Inoltre, il 91% delle aziende che stanno integrando gli aspetti ESG nelle proprie strategie prevede un balzo in avanti dei ricavi nel 2025. Dunque, vince il mercato e le sue regole sulla politica, un segnale che evidenzia la trasformazione profonda del sistema imprenditoriale. La sostenibilità quindi non è più contemplata come una risposta da dover produrre alle pressioni esterne, ma come un elemento strategico per vincere sul mercato. Dunque, una leva cruciale per stimolare innovazione, produrre una crescita nei ricavi e rafforzare la competitività.

Le strategie aziendali secondo BDO

Sempre l’indagine di BDO stima che otto aziende su dieci rinforzeranno le proprie strategie sulla sostenibilità nel prossimo anno. I direttori finanziari (CFO) stanno inoltre comprendendo l’importanza di porre la sostenibilità al centro della propria attività: il 47% di essi prevede infatti di aumentare il proprio coinvolgimento nella definizione delle strategie di sostenibilità nel corso del prossimo anno. E questo perché, andando nel dettaglio dello studio, il 37% delle imprese ha fatto registrare un incremento dell’innovazione e delle opportunità di business, mentre il 36% ha riportato una crescita dei ricavi e per il 34% ci sono state condizioni più vantaggiose nell’accesso ai finanziamenti. Un pacchetto di elementi positivi soprattutto per il settore tecnologico (crescita ricavi del 43%), manifatturiero (40%) e sanitario (37%). 

Lo studio Nordea

Sull’interesse e sulla convenienza nel perseguimento degli interessi ESG, va ricordata un recente survey di Nordea, secondo cui si è di fronte a una realtà assai dinamica: i consulenti finanziari restano impegnati sul fronte della sostenibilità, con il 59% che mostra un forte interesse e il 34% che immagina di incrementare le proprie raccomandazioni per gli investimenti ESG nel 2025. Lo studio ha tenuto conto del parere di 400 consulenti distribuiti tra vari Paesi europei, tra cui l’Italia e mostra una serie di analisi interessanti e che sono in linea con quanto l’Ue ha voluto imporre attraverso alcune direttive sulla sostenibilità, come la CSRD, in vigore da inizio 2024.

Secondo quanto riporta l’indagine, il tema d’investimento ESG più discusso nei mercati è quello delle fonti rinnovabili, mentre l’interesse per la misurazioni delle performance ESG è un elemento sul tavolo, interessando sei clienti su dieci. Inoltre, gli investitori europei ESG vorrebbero che fossero escluse dal mercato le società non in linea con i loro standard etici.

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