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Report TEHA e Chiomenti: c’è un significativo ritardo sull’adozione di pratiche sostenibili

La struttura industriale italiana, fatta di tante PMI, è uno dei dubbi legati all’applicazione delle direttive Ue sulla sostenibilità. Un dubbio che viene corroborato dal Rapporto Strategico Radici nel futuro di TEHA e Chiomenti, presentato in occasione della prima edizione del Family Business Sustainability Summit. Secondo i dati, solo il 10% delle aziende a carattere familiare produce un bilancio ESG. E non è certo di secondo piano, se si tiene conto che in Italia le aziende familiari rappresentano l’81% del totale e generano il 68% del PIL. Dunque, c’è un significativo ritardo sull’adozione di pratiche sostenibili e la sostenibilità è ancora vista come un vantaggio in termini di reputazione piuttosto che di convenienza per le imprese stesse. In ogni caso, secondo lo studio la strada è tracciata, ma i CEO di oltre sette aziende su dieci chiedono una transizione più light

Sempre secondo il report, il 42% delle aziende chiede incentivi finanziari per la sostenibilità e anche una semplificazione normativa. Poi, per quasi sei investitori su dieci è la carenza di dati di qualità l’ostacolo per la sostenibilità nelle aziende, con il 46% dei lavoratori che riporta di non possedere le competenze necessarie per sostenere la transizione verde.

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