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Dalla politica Ue sulle caldaie alla riforma del mercato elettrico, sino alla corsa dei fondi ESG

1 – Edifici green: le caldaie a combustibile fossile andranno rimosse entro il 2040 e i sussidi saranno tagliati dal 2025. Si tratta di accordo politico raggiunto dai legislatori dell’Ue per rinnovare la direttiva europea sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD). L’obiettivo è la neutrality carbon del patrimonio immobiliare Ue entro il 2050.

2 – Il mercato elettrico europeo si riforma, provando a rendersi meno vulnerabile: l’Ue ha infatti chiuso un accordo sulla nuova capacità di generazione a basse emissioni di Co2, sigillando il contenzioso aperto da mesi tra il Parlamento Ue e gli stati membri.  Questa è considerata una risposta all’invasione russa in Ucraina, con conseguente aumento dei prezzi.

3 – Greenwashing da parte di tre compagnie aeree, il governo britannico ne vieta la diffusione di annunci pubblicitari: si tratta di Air France-Klm, Lufthansa ed Etihad, accusate a luglio 2023 di aver ingannato i consumatori sul loro reale impatto ambientale: non avrebbero rivelato l’impatto sul climate change.

4 – Corrono i fondi ESG: dati Morningstar, nel terzo trimestre 2023 sono stati registrati flussi netti positivi per 15,3 miliardi di dollari. Un dato positivo che però non pareggia il boom che si è evidenziato nel secondo trimestre dell’anno, a quota 25,4 miliardi. Il boom degli ESG è in corso in Europa, assai meno negli Stati Uniti.

5 – Altro che fine dell’era del carbone. Il boom dei consumi in Cina (+5%) e India (+8%) traina il settore verso un primato assoluto. Lo indica l’IEA: nel 2023 c’è stato l’aumento dell’1,4% e si andrà oltre, per la prima volta, la quota di 8,5 miliardi di tonnellate. 

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