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Dalla povertà alimentare in Italia al rischio di frenata per la direttiva CSDD fino all’accordo elettrico Parigi-Berlino

1 – Sei milioni di persone nel nostro Paese, il 12% dei residenti con almeno 16 anni di età (dati 2021), è in una condizione di povertà alimentare. Lo ha rivelato il quarto rapporto sulla povertà alimentare di ActionAid, “Frammenti da ricomporre. Numeri, strategie e approcci in cerca di una politica”, quest’anno realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare. Emerge che tra il 2019 e il 2021, nonostante la pandemia, l’andamento degli indici di deprivazione alimentare materiale e sociale è stato sostanzialmente stabile e in diminuzione. La possibile ragione è da ricercare nelle misure ordinarie e straordinarie di sostegno al reddito che almeno in parte hanno mitigato l’impatto della crisi.

2 – La direttiva sulla dovuta diligenza in Europa rischia di fermarsi. Un gruppo di circa 40 parlamentari, riferisce Reuters, soprattutto del Ppe, ha presentato una mozione per il blocco del regolamento delegato con cui la Commissione ha adottato gli European Sustainability Reporting Standard (Esrs): si tratta dei meccanismi di rendicontazione obbligatori su cui poggia l’entrata in vigore, a inizio 2024, della Corporate sustainability reporting directive.

3 – I paesi dell’area Ue sbloccano lo stallo che durava da mesi e concordano una posizione comune sulla riforma del mercato europeo dell’energia elettrica. Così ci saranno presto colloqui con il Parlamento Ue per finalizzare la legge nei prossimi mesi. La proposta era stata presentata a marzo per evitare un’altra crisi dei prezzi dell’energia.

4 – Parigi e Berlino puntano a chiarire la reciproca posizione sul mercato elettrico entro novembre. L’avvicinamento arriva dopo lo sviluppo di modelli elettrici divergenti. Mentre Parigi pone le centrali nucleari su larga scala al centro del suo mercato, la Germania si sta muovendo verso un modello di generazione di energia decentralizzata su scala più piccola, basato al 100% su energia rinnovabile.

5 – Rapporto Urgewald: la Banca Mondiale ha elargito 3,7 miliardi di dollari alla finanza del fossile nell’ultimo anno. Invece di rispettare gli impegni presi, l’istituzione di Bretton Woods avrebbe continuato con il business as usual sulla strada dei combustibili tradizionali.

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