![]()
Commissione Ue vuole riduzione fino al 74% di rilascio del pellet
Una serie di misure per prevenire l’inquinamento da microplastica dovuto al rilascio accidentale di pellet (piccoli granuli) di plastica. Il lavoro svolto dalla Commissione Ue prova a regolamentare un settore che produce danni consistenti all’ambiente: attualmente ogni anno nell’ambiente vengono rilasciate tra 52 e 184 tonnellate di pellet a causa di manipolazioni poco corrette lungo la catena di approvvigionamentoSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci. Senza poi contare la questione costi: il pellet nel 2022 ha toccato picchi mai registrati prima a causa della crisi tra Russia e Ucraina che ha determinato un aumento del prezzo del gas naturale pari a 25 volte. La proposta della Commissione Ue mira a garantire che tutti gli operatori che manipolano pellet nell’area dei paesi membri adottino le necessarie misure precauzionali, con la riduzione fino al 74% di rilascio di pellet.
Le indicazioni per gli operatori
Misure comuni a livello dell’Ue contribuiranno inoltre a creare condizioni di parità per gli operatori. Con la sua proposta, la Commissione Ue intende spingere gli operatori ad agire nel seguente ordine di priorità: prevenzione per evitare fuoriuscite di pellet, il contenimento dei pellet sversati per garantire che non inquinino l’ambiente, e, come opzione finale, la bonifica dopo un evento di fuoriuscita o perdita. Tra le altre proposte ci sono le migliori pratiche di trattamento per gli operatori, che, a seconda delle dimensioni dell’impianto o dell’attività di trasporto, dovranno attenersi a determinate migliori pratiche di manipolazione. Poi è prevista la certificazione obbligatoria e le autodichiarazioni, ossia per assistere le autorità nazionali competenti nella verifica della conformità, gli operatori più grandi dovrebbero ottenere un certificato rilasciato da un terzo indipendente, mentre le imprese più piccole dovrebbero produrre dichiarazioni di conformità. La Commissione Ue ha inoltre proposto l’uso di una metodologia armonizzata per stimare le perdite e requisiti meno rigorosi per le pmi.