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Dalla direttiva Omnibus ai fondi pensione che abbandonano Tesla, a Londra che è la città più sostenibile al mondo
1 – Direttiva Omnibus: il Parlamento Ue ha approvato il voto sulla richiesta di procedura d’urgenza per la proposta “stop the clock” del pacchetto Omnibus: posticipate così le date di applicazione di determinati requisiti di rendicontazione sulla sostenibilità aziendale e di due diligence. C’è il rinvio anche sulla scadenza per il recepimento delle disposizioni sulla “dovuta diligenza”. Hanno votato a favore per l’adozione della procedura d’urgenza i gruppi di centrodestra (Ppe), conservatori ed estrema destra (Patrioti per l’Europa), ma anche i liberali di Renew Europe (due eurodeputati si sono astenuti).
2 – Offerta diversificata dell’energia elettrica in Germania, dove i prezzi per i consumi sono identici tra una città e l’altra, a differenza di quanto avviene in altre realtà, come in Italia. C’è quindi una bozza dei negoziati di coalizione tra i cristiano-democratici e i socialdemocratici per la formazione del governo che spingerebbe il centro-sinistra a esaminare la progettazione delle zone di offerta dell’elettricità. Un passaggio per la riduzione dei costi di gestione della rete.
3 – I fondi pensione europei disinvestono da Tesla a causa del coinvolgimento di Elon Musk nella politica statunitense, all’interno dell’amministrazione Trump. A partire dal fondo pensione britannico Brunel Pension Partnership, preoccupato anche dalla questione della governance aziendale e dai diritti dei lavoratori. Pesa infatti il ruolo di Musk a capo del nuovo Dipartimento per l’efficienza del governo (Doge), con i tagli di massa ai posti di lavoro, chiusura delle agenzie governative e sforbiciate ai finanziamenti per il clima, la diversità e le iniziative di aiuto all’estero. Così, ci sono rischi di danneggiare il marchio Tesla. Si sono aggiunti al coro anche diversi fondi nordici.
4 – Report Cities in Motion 2025 realizzato dalla IESE Business School: Londra si conferma la città più sostenibile al mondo, davanti a New York e Parigi, con le metropoli italiane nelle posizioni di rincalzo. L’analisi si basa su circa 100 indicatori e nove aree chiave: capitale umano, coesione sociale, economia, governance, ambiente, mobilità e trasporti, pianificazione urbana, proiezione internazionale, tecnologia. Milano è 61esima, Roma 77esima, Torino al 110esimo posto, Firenze subito dopo e Napoli 125esima.
5 – Se la temperatura media della Terra andrà oltre i 3 gradi centigradi, ci saranno danni anche economici, con perdite economiche per le persone fino al 40%. Lo rivela uno studio su Environmental Research Letters. Si tratta di un danno quasi quattro volte superiore rispetto alle stime più accreditate finora, secondo cui le perdite erano all’11%. E questo perché i modelli economici tradizionali hanno sistematicamente sottovalutato l’impatto del riscaldamento globale sulla ricchezza mondiale. Secondo lo studio, alcuni Paesi vedrebbero crollare i fondamentali della loro economia, ma quelli più freddi potrebbero addirittura trarne benefici.