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UN-Water e Unesco: «Governance multilivello per una gestione responsabile». In programma il 4° Congresso sul finanziamento
«Non ci può essere futuro di prosperità senza una gestione responsabile dell’acqua».Con oltre 2 miliardi di persone prive di acqua potabile e 3,5 miliardi senza servizi igienico-sanitari, la crisi idrica travolge i piani di sostenibilità, incide sulla prosperità dei Paesi e alimenta dissesti geopolitici. La corretta gestione delle risorse idriche non è più solo un imperativo ambientale, ma la condizione sine qua nonper una pace duratura. Lo sottolinea il più recente rapporto di UN-Water e Unesco.
Dall’Etiopia all’Egitto l’acqua divide: la disputa sulla GERD
La domanda globale di acqua continua a crescere, con l’agricoltura che assorbe circa il 70% delle risorse idriche dolci, seguita dall’industria e dagli usi domestici. La crescita delle popolazioni e l’industrializzazione aumentano la pressione sulle risorse idriche, specialmente in Africa, Asia e Medio Oriente, dove i conflitti per l’accesso all’acqua sono sempre più frequenti.
Un esempio emblematico è quello del fiume Nilo. Qui, la costruzione della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) da parte dell’Etiopia ha suscitato forti tensioni con l’Egitto, che dipende dal Nilo per oltre il 90% delle sue risorse idriche. E teme che la diga riduca significativamente il flusso di acqua, minacciando la sua sicurezza idrica. Nonostante i negoziati in corso, la disputa continua a essere una questione di alta tensione geopolitica.
Accesso all’acqua, un obiettivo lontano
Come noto, il Goal 6 dell’Agenda 2030Agenda 2030 L'agenda 2030 è un termine utilizzato per riferirsi al Programma di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite approvato nel settembre 2015. Questo programma è composto da un insieme di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals) che... Approfondisci mira a garantire l’accesso universale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Tuttavia, a meno di dieci anni dalla scadenza, il traguardo è ancora lontano. Quasi il 50% della popolazione mondiale sperimenta una condizione di grave scarsità d’acqua per almeno una parte dell’anno. Un quarto della popolazione mondiale si trova ad affrontare livelli «estremamente elevati» di stress idrico.
Infrastrutture idriche e prosperità: il progetto AWWDCP
Alla base dello sviluppo economico, della salute e della produzione di energia, l’acqua può essere catalizzatrice di prosperità. La cooperazione idrica internazionale – si legge ancora nel rapporto – può portare risultati positivi in contesti postbellici.
Fra questi, il progetto AWWDCP (Aqaba Water and Wastewater Desalination and Conveyance Project) rappresenta una risposta audace alla persistente scarsità d’acqua in Giordania, uno dei Paesi più poveri di risorse idriche al mondo. Con l’obiettivo di produrre circa 300 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno, il progetto prevede la desalinizzazione dell’acqua marina nel Mar Rosso ad Aqaba, con il successivo trasporto attraverso un acquedotto di 445 km fino ad Amman e altre regioni interne del Paese. Finanziato attraverso una cooperazione internazionale che include il contributo dell’Unione Europea, della Banca Mondiale e di Paesi del Golfo, il progetto ha anche beneficiato di un prestito agevolato e un contributo dall’Italia. Formalmente avviato con un accordo preliminare firmato a gennaio 2025, l’AWWDCP è un’infrastruttura ambiziosa e un esempio di solidarietà internazionale, che promuove resilienza climatica, sviluppo economico sostenibile, ma soprattutto stabilità regionale.
Il ruolo della governance: in programma il 4° Congresso sul finanziamento per lo sviluppo
In conclusione, gli esperti avvertono che una governance dell’acqua multilivello è necessaria per superare le tensioni e correggere le ingiustizie relative all’accesso all’acqua. Inoltre, il finanziamento è essenziale per migliorare le infrastrutture idriche e per affrontare la crescente domanda di risorse. In quest’ottica, Il 4° Congresso internazionale sul finanziamento per lo sviluppo sarà un’opportunità «once-in-a-decade», per ripensare come i Paesi possano investire nella gestione sostenibile delle risorse idriche. L’appuntamento è dal 30 giugno a Siviglia.