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Dalla vendita alla comunicazione, l’e-commerce sostenibile è possibile: il best case dell’iniziativa “Sempre buoni”

Da canale immobile di vendita ad asset agile di comunicazione: l’eCommerce sostenibile è possibile. Dunque, si può (e si deve) cambiare prospettiva, per un impatto di reputazione e visibilità assicurato. Lo dimostra “Sempre buoni”, l’iniziativa di Parmalat, presentata dal co-founder di SostenibileOggi Giulio Cupini nel corso del programma di SDGs Leaders dedicato ai direttori della comunicazione e di relazioni esterne.

«Facendo evolvere lo strumento dell’e-commerce in strumento di comunicazione – spiega Cupini – è possibile raccontare storie attraverso il prodotto, creando relazioni ancora più solide con i clienti affezionati. Uno storytelling autentico e trasparente che permette all’azienda di entrare in relazione diretta con la propria filiera e di trarre insight interessanti sul proprio pubblico, superando le problematiche legate alla limitata misurabilità della comunicazione in termini di conversione».

eCommerce sostenibile, il caso Parmalat: dati che raccontano una storia

Parmalat e l’iniziativa “Sempre Buoni” costituiscono un esempio concreto di come l’eCommerce possa essere utilizzato per risolvere problemi reali, mentre si costruisce una narrazione di sostenibilità autentica.

A partire dai dati dello spreco alimentare in Italia – ben 4milioni di tonnellate di cibo sprecato all’anno –, Parmalat ha utilizzato l’eCommerce come «canale di sfogo alternativo» per recuperare questi prodotti, bypassando la GDO, che per ragioni di natura burocratica, respinge prodotti con scadenza sotto i 30 giorni. Prodotti destinati al macero o regalati nelle migliori delle ipotesi.

Attraverso la vendita di tali prodotti, si è ridotto lo spreco, costruendo attorno una comunicazione forte legata alla sostenibilità.

Il risultato? Aumento di oltre il 50% del fatturato totale derivante dall’iniziativa e aumento di reputazione. «Quando l’eCommerce resta confinato alla funzione di vendita, non si stabilisce legame reale con i consumatori. Se è integrato con le funzioni di comunicazione, diventa asset strategico che non si limita alla generazione di entrate, ma diventa veicolo di messaggi di sostenibilità e responsabilità sociale, con una connessione significativa con i consumatori, che diventano parte attiva della soluzione, in questo caso, allo spreco alimentare», aggiunge Cupini.

Oltre il prodotto: comunicazione e pianificazione

Comunicazione a 360° e maggiore presenza dei direttori di comunicazione ai tavoli di pianificazione: il cambiamento di prospettiva parte soprattutto da qui. Per le aziende che sapranno riconoscere e valorizzare questa opportunità, i risultati in termini di fiducia e visibilità sono destinati a crescere, creando un circolo virtuoso che va ben oltre il semplice profitto economico.

Un approccio applicabile non solo alle aziende che producono beni, ma anche a quelle che possono associarsi a iniziative altrui o offrire opportunità anche ai dipendenti. In questo modo, l’eCommerce diventa parte integrante dei report aziendali, contribuendo alla costruzione di un asset di reputazione e all’educazione digitale, con impatti misurabili nell’intero anno fiscale.

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