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A Roma il confronto tra comunicatori, imprese, stakeholder e rappresentanti delle istituzioni. Una call to action chiara: la sostenibilità è un racconto da costruire
Comunicare la sostenibilità come esercizio critico, culturale e strategico. È il linguaggio – e non solo la metrica – a veicolare il valore di un impegno ambientale o sociale. Di questo e molto altro si è discusso all’incontro promosso dall’Associazione Civita in collaborazione con la piattaforma SostenibileOggi, giovedì 17 luglio nella sede romana dell’Associazione.
Un confronto serrato tra comunicatori, imprese, stakeholder e rappresentanti delle istituzioni. Sul tavolo, la sfida di integrare la sostenibilità nel DNA aziendale, trasformando numeri e metriche in narrazioni efficaci e comprensibili per tutti i pubblici.
Comunicare la sostenibilità per una «cultura condivisa»
Tanti i temi dibattuti nel corso delle tavole rotonde: la necessità di un linguaggio più rigoroso, «un metodo scientifico, non opinioni» per affrontare la crisi climatica, il rischio che la sostenibilità rimanga confinata alla rendicontazione, anziché diventare «cultura condivisa», e l’urgenza di «presidiare la domanda, non solo raccontare i successi». Dagli esponenti di INPS a Lottomatica, fino ad Aeroporti di Roma, insieme a Federico Ferrazza, firma di Repubblica, tutti i relatori hanno evidenziato l’esigenza di linguaggi «plurali, creativi, accessibili» per raggiungere pubblici differenti, dai «nativi sostenibili» ai più anziani. Infine, il ruolo delle istituzioni diventa «dirimente» per fornire un quadro normativo chiaro all’interno del quale la cultura e le imprese possano integrarsi in un racconto della sostenibilità efficace.
Una call to action chiara: la sostenibilità non può più essere solo un tema da rendicontare, ma un racconto da costruire con consapevolezza, precisione e pluralità di linguaggi.