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Per raccontare la crisi climatica serve un linguaggio nuovo: più vicino, più culturale, più urgente

«La crisi climatica non è una minaccia lontana, è un’urgenza attuale. E va raccontata come tale». È questo il cuore dell’intervento di Federico Ferrazza, Direttore del sito Green&Blue di Repubblica, all’evento “Comunicare la Sostenibilità”, che si è svolto il 17 luglio a Roma nella sede di Associazione Civita, in collaborazione con SostenibileOggi.

Le sfide del giornalismo ambientale

Secondo Ferrazza, il primo errore da evitare è quello di relegare il cambiamento climatico a una narrazione futuristica e apocalittica, incapace di generare azione nel presente. «Molto spesso – dichiara – la crisi climatica viene raccontata come qualcosa che succederà fra cinquant’anni, con immagini distopiche. Ma le cose stanno accadendo adesso». La missione del giornalismo in questo settore, secondo il direttore, è proprio «non far percepire l’urgenza come qualcosa di distante dai cittadini», bensì come una questione concreta, che riguarda la quotidianità.

Comunicare la sostenibilità sui media, il ruolo della cultura

Una delle sfide centrali per chi comunica la sostenibilità è raggiungere pubblici diversi. Ma per Ferrazza la chiave è superare l’idea di target rigidamente separati: «I pubblici sono meno organizzati in silos di quanto possiamo immaginare. La chiave sta nell’usare registri differenti e linguaggi eterogenei». Non solo articoli e reportage, quindi, ma anche format culturali e pop: «Festival, eventi, personaggi del mondo dello spettacolo, video, musica, teatro… sono strumenti potentissimi per centrare gli obiettivi della comunicazione ESG», sottolinea il direttore di Green&Blue.

In ultima analisi, il tempo dell’azione rispetto alla crisi climatica e ai temi della sostenibilità è adesso e va, dunque, coniugato al presente.

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