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Da ora in poi la plastica che produciamo diventa inquinamento certo. Intanto il trattato ONU è fermo: il sesto stallo a Ginevra aggrava l’emergenza ecologica

Il 5 settembre 2025 abbiamo raggiunto il Plastic Overshoot Day globale: la data simbolica in cui la capacità mondiale di gestire in modo sicuro i rifiuti plastici viene superata. Da ora in poi, ogni nuovo oggetto di plastica ha una probabilità concreta di finire in natura (e non in un impianto di trattamento). Secondo il Plastic Overshoot Day Report 2025, da qui a fine anno saranno prodotte oltre 72,1 milioni di tonnellate di plastica prive di un destino sostenibile.

È un fallimento sistemico, che coincide con un altro stallo emblematico: quello dei negoziati dell’Intergovernmental Negotiating Committee sul Trattato globale sulla plastica, bloccati per la sesta volta a Ginevra, dopo dieci giorni di negoziati con 2600 delegati da 175 Paesi.

Dall’Italia all’Asia: tutte le date del Plastic Overshoot Day

In Italia, il Plastic Overshoot Day cadrà il 24 ottobre. Meglio della media globale, ma in ritardo rispetto a Francia, Spagna, Germania e Svizzera. I pochi Paesi virtuosi, come Singapore e Corea del Sud, raggiungeranno la soglia a dicembre. Una comparazione che segnala la fragilità del nostro sistema di gestione dei rifiuti plastici, ancora troppo sbilanciato sulla raccolta e poco sulla prevenzione.

Il WWF Italia rilancia un appello diretto al governo: ridurre la produzione, migliorare le infrastrutture e responsabilizzare le aziende. «I risultati – dichiara Eva Alessi, responsabile Sostenibilità dell’associazionesottolineano l’urgenza di un cambiamento sistemico. La dispersione di plastica non è più solo un problema ambientale: ha effetti documentati anche sulla salute umana».

Plastica e salute: il rischio è già dentro di noi

Gli studi più recenti certificano che le microplastiche sono state rinvenute nel sangue, nel latte materno, nel fegato, nei reni, nei polmoni e nella placenta. È la prova che possono attraversare barriere biologiche fondamentali. Oltre alla contaminazione fisica, preoccupano gli additivi chimici contenuti nella plastica: ftalati, bisfenoli, ritardanti di fiamma, noti per i loro effetti endocrino-disruptive, legati a infertilità, alterazioni ormonali e disturbi dello sviluppo nei bambini.

A fronte di questi dati epidemiologici, il sistema sanitario europeo non si presenta pronto ad affrontare l’impatto cumulativo di queste esposizioni. L’assenza di un monitoraggio armonizzato a livello UE e la debolezza della regolazione REACH rendono l’Europa vulnerabile, malgrado la sua leadership nominale.

Plastic Overshoot Day, il fallimento a Ginevra e il ruolo dell’Europa

Proprio all’alba del Plastic Overshoot Day, la politica internazionale ha fallito. Dopo sei round negoziali, quattro anni di promesse e migliaia di documenti tecnici, il Trattato globale sulla plastica resta infatti ostaggio di interessi industriali e immobilismo diplomatico. A Ginevra, i delegati non hanno nemmeno sfiorato un accordo sui tetti alla produzione di plastica vergine: la misura più urgente e più logica è la più osteggiata, a causa del blocco di alcuni paesi produttori di petrolio e di settori petrolchimici.

Il Plastic Overshoot Day è oggi l’ennesimo segnale del pianeta ignorato. Ma il tempo dei report non è infinito: se la comunità internazionale non è in grado di legiferare, resta all’Unione Europea e ai singoli Stati agire con determinazione. Altrimenti continueremo a rincorrere soglie morali, con la plastica sotto le scarpe e dentro il corpo.

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