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Nel decimo Rapporto ASviS, il Paese rallenta su povertà, disuguaglianze e tutela della natura. Il segretario generale: “Un passo avanti culturale con la valutazione d’impatto generazionale, ma serve una visione di lungo periodo”

“Rispetto al 2010, l’Italia sul piano della sostenibilità peggiora per sei obiettivi dell’Agenda 2030, ma la legge sulla valutazione generazionale è un passo avanti culturale. Ogni provvedimento dovrà tener conto delle future generazioni”. Così ai microfoni di SostenibileOggi Giulio Lo Iacono, segretario generale di ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), che commenta i risultati del Rapporto ASviS 2025, presentato lo scorso 22 ottobre alla Camera dei Deputati.

“L’Italia peggiora rispetto alla vita sulla terra, a causa del consumo di suolo, ma anche per povertà e disuguaglianze – spiega ancora Lo Iacono – Migliora leggermente per altri sei, come parità di genere, energia e lavoro, mentre un progresso più deciso si registra solo per l’economia circolare, ma potremmo migliorare ulteriormente introducendo deposito cauzionale”. Un quadro che descrive un Paese in rallentamento nella corsa verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, a soli cinque anni dalla scadenza.

Qui il video dell’intervista:

L’Italia post-PNRR

Il Rapporto ASviS 2025 mette in evidenza l’assenza di una strategia post-PNRR e la difficoltà di trasformare gli impegni di sostenibilità in politiche operative. La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, adottata nel 2023, non si è mai tradotta in un piano concreto, mentre il PNRR, ormai in fase conclusiva, non ha prodotto una visione strutturale di medio periodo.

L’Italia riflette la fragilità di un’Europa che nel 2025 non guida più la transizione sostenibile. Arretra su cooperazione, ecosistemi e uguaglianza sociale. Secondo i dati ONU, solo il 18% dei target dell’Agenda 2030 è oggi in linea con gli obiettivi globali. Le guerre, l’aumento della spesa militare e la riduzione dei fondi per la cooperazione aggravano un quadro in cui sostenibilità e stabilità politica tornano strettamente intrecciate.

Italia e sostenibilità, Lo Iacono: “Ogni legge dovrà essere accompagnata dalla valutazione di impatto sulle future generazioni”

Un punto di svolta arriva però dal fronte legislativo. “Una novità positiva è l’approvazione della legge sulla valutazione generazionale d’impatto: ogni legge dovrà essere accompagnata da un’analisi degli effetti che avrà sulle future generazioni”, sottolinea Lo Iacono. “È un passo avanti culturale”, che riconosce la sostenibilità come questione di giustizia intergenerazionale, non solo ambientale o economica.

Il decimo Rapporto ASviS, quest’anno intitolato “Pace, giustizia e diritti: pilastri della sostenibilità”, evidenzia infatti che la transizione non può più limitarsi alla dimensione ecologica. Occorre includere fattori sociali e di governance, legati alla fiducia democratica e alla qualità delle istituzioni.

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