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Dentro FX di Metadonors | A Fundraising Experience (FX) l’analisi del bilancio sociale nel Terzo Settore tra successo, mission e rendicontazione
“La sostenibilità ha a che fare con il successo aziendale, con la loro capacità di durare e perseguire i propri fini nel tempo. Nel Terzo Settore questo significa costruire le condizioni perché un’organizzazione possa svolgere la propria missione sociale nel tempo”. Così Filippo Giordano, professore ordinario di Economia aziendale all’Università LUMSA. Da questa definizione si estende il confronto ospitato alla Fundraising Experience (FX), l’evento promosso da Metadonors di cui SostenibileOggi è media partner.
FX nasce come spazio di alta formazione e dialogo tra Terzo Settore e mondo corporate, con l’obiettivo di accorciare una distanza che continua a pesare sulla capacità di generare sostenibilità sociale strutturale. All’interno del track ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci Connect, il panel L’approccio strategico alla misurazione dell’impatto sociale mette a fuoco il rapporto tra impatto, rendicontazione e responsabilità organizzativa.
Sostenibilità come capacità di durare
Nel linguaggio dell’economia aziendale, sostenibilità e successo sono concetti inseparabili. Un’organizzazione è sostenibile se riesce a durare nel tempo, allocando risorse e prendendo decisioni coerenti con i propri obiettivi istituzionali. Traslare questa logica nel Terzo Settore significa riconoscere che anche le organizzazioni orientate all’impatto sociale devono costruire basi economiche, organizzative e relazionali solide. La sostenibilità, in questa prospettiva, non coincide con la bontà delle intenzioni né con la quantità di progetti avviati, ma con la tenuta complessiva del modello che rende possibile la missione.
Output, risultati e il fraintendimento dell’impatto
Negli ultimi anni, la misurazione dell’impatto sociale ha guadagnato centralità, anche in relazione agli strumenti di rendicontazione. È qui che Giordano invita a una distinzione netta. I bilanci sociali, per come sono concepiti nella tradizione dell’economia aziendale, rendicontano ciò che le organizzazioni svolgono: attività, interventi o progettualità. In altre parole, gli output. “L’impatto è un concetto diverso dal risultato – chiarisce – non è qualcosa che l’organizzazione controlla direttamente”. L’impatto riguarda benefici e conseguenze di un’azione, ma proprio perché non pienamente controllabile, non può essere assimilato automaticamente a una responsabilità diretta dell’organizzazione.
Impatto sociale e rendicontazione, Giordano: “Può entrare nel bilancio ma con un avvertimento“
Questo non significa che l’impatto debba restare fuori dalla rendicontazione. “L’impatto può entrare nel bilancio, ma con un avvertimento chiaro”, sottolinea Giordano. Inserire l’impatto in un bilancio sociale implica infatti rendere conto di effetti che maturano nel tempo e che spesso derivano da azioni svolte in anni precedenti. La convergenza tra rendicontazione e impatto è possibile, ma richiede chiarezza concettuale e consapevolezza metodologica. Senza queste premesse, il rischio è duplice. Da una parte, attribuire alle organizzazioni responsabilità che non possono governare. Dall’altra, ridurre l’impatto a un indicatore semplificato, funzionale alla comunicazione più che alla comprensione reale dei cambiamenti prodotti.
Un nodo centrale per il dialogo con le imprese
Il tema affrontato nel panel di ESG Connect intercetta uno dei punti di maggiore frizione nel dialogo tra Terzo Settore e mondo corporate. In un contesto in cui le imprese chiedono sempre più metriche, KPI e indicatori per valutare la “S” dell’ESG, la misurazione dell’impatto rischia di diventare una scorciatoia semplificante. La riflessione proposta da Giordano invita invece a un cambio di prospettiva. Misurare sì, ma distinguendo tra controllo, responsabilità e contributo. Solo così la misurazione può diventare uno strumento strategico e non un esercizio formale.