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La Commissione europea prepara una profonda semplificazione degli standard che accompagnano la CSRDCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci. Ridotti i dati da rendicontare, confermata la doppia materialità e alleggerito il carico sulle PMI della filiera
La rendicontazione di sostenibilità in Europa si prepara a cambiare ancora. Con il pacchetto Omnibus I e la revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), la Commissione europea punta a semplificare gli obblighi introdotti dalla CSRD, mantenendo invariati gli obiettivi della transizione sostenibile ma riducendo gli oneri amministrativi per le imprese.
CSRD, revisione degli standard: riduzione del 60% dei datapoint obbligatori
La novità più rilevante riguarda gli standard ESRS, ovvero le regole che definiscono quali informazioni ambientali, sociali e di governance le aziende devono comunicare. La bozza di revisione, attualmente in consultazione, prevede una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori, eliminando molte richieste considerate ridondanti e distinguendo più chiaramente tra informazioni obbligatorie e volontarie.
Doppia materialità, maggiore flessibilità operativa
Resta invece confermato il principio della doppia materialità, pilastro della CSRD: le aziende dovranno continuare a valutare sia l’impatto dei fattori ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci sul business sia gli effetti delle proprie attività su ambiente e società. Cambia però l’approccio, che diventa più flessibile grazie a un maggiore utilizzo di stime e a una valutazione della materialità più orientata alle priorità strategiche dell’impresa.
Più tutele per le PMI della filiera
Un altro intervento riguarda le PMI della catena di fornitura. La Commissione intende rafforzare il cosiddetto value chain cap, limitando la quantità di dati che le grandi aziende possono richiedere ai fornitori più piccoli per adempiere ai propri obblighi di reporting.
Dalla compliance alla creazione di valore
Per le imprese coinvolte, la revisione potrebbe tradursi in una significativa riduzione dei costi di compliance e del tempo dedicato alla raccolta dati, liberando risorse da destinare a iniziative di sostenibilità con impatti più concreti. Allo stesso tempo, Bruxelles punta a migliorare l’allineamento degli ESRS con standard internazionali come GRI e ISSB.
CSRD, la revisione: cosa aspettarsi entro fine 2026
La versione definitiva del nuovo Delegated Act è attesa entro la fine del 2026. La sfida sarà trovare un equilibrio tra semplificazione e qualità delle informazioni ESG, senza compromettere la trasparenza richiesta da investitori, istituzioni finanziarie e stakeholder. In gioco c’è la capacità dell’Europa di rendere il reporting di sostenibilità uno strumento strategico per la competitività delle imprese, anziché un mero adempimento burocratico.