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Catene di approvvigionamento e sostenibilità: i tre “Scope” delineati dal Protocollo dei gas serra

La catena del valore che si intreccia alla sostenibilità. Il legame è sempre più stretto, è diventata una priorità per le aziende di ogni settore produttivo. La tecnologia è un fattore determinante, perché le reti di connessioni molti-a-molti consentono alle imprese di collaborare con i partner lungo tutta la loro catena del valore e scambiare dati in tempo reale. 

La trasparenza totale lungo la supply chain offre alle aziende la flessibilità e la resilienza per creare ambienti di lavoro all’insegna dell’equità, della riduzione degli sprechi e della decarbonizzazione dell’intera catena del valore, che è la stella polare per gettare le basi per l’economia circolare. Ma come sono classificate le emissioni prodotte dalle catena di valore?

Il Protocollo sui gas serra (GHG) suddivide i gas serra prodotti in tre gruppi o “Scope”. Lo Scope 1 comprende le emissioni dirette derivanti da fonti controllate o di proprietà. Lo Scope 2 comprende le emissioni indirette derivanti dalla generazione di elettricità, vapore, riscaldamento e raffreddamento acquistati e consumati dall’azienda segnalante. Poi c’è lo Scope 3, che comprende tutte le altre emissioni indirette provenienti dalla catena del valore di un’azienda. I primi due gruppi sono al centro della reportistica aziendale, disponendo di una base di dati matura per la misurazione e la valutazione. 

Al contrario è sempre complesso quantificare le emissioni dello Scope 3. Ma è decisivo, perché le emissioni della catena possono rappresentare fino all’80% dell’impatto ambientale complessivo dell’impresa in questione. Le emissioni dello Scope 3 devono essere quantificate secondo modalità corrette e dati affidabili basati sul settore. In assenza di una strategia adeguata per lo Scope 3, le aziende rischiano danni alla propria reputazione a causa di un certo ecologismo di facciata (greenwashing), di costi di capitale elevati e rischi finanziari.

I principi contabili e di informativa per la catena del valore aziendale (Scope 3) del Protocollo GHG raggruppano le emissioni dello Scope 3 in 15 categorie specifiche che includono attività aziendali comuni a molte organizzazioni. Tali categorie forniscono alle aziende un quadro per la misurazione, la gestione e la riduzione delle emissioni in aree chiave della catena del valore aziendale. Alcune categorie dello Scope 3 – tipo le trasferte aziendali – sono più facili da quantificare rispetto ad altre e non tutte le 15 le categorie interessano ogni azienda. Alcuni esempi delle categorie più importanti sono beni e servizi acquistati, lavorazione e uso dei prodotti venduti, trasporto e distribuzione delle merci, rifiuti generati nell’ambito dell’attività, poi trattamento a fine vita dei prodotti venduti. Questa è la grande sfida: le emissioni Scope 3 vanno quantificate attraverso dati affidabili. E’ in ballo la reputazione delle aziende.

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