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La Cina controlla la supply chain del litio, gli Usa e l’Ue si organizzano per incrementare la produzione, si rischia esaurimento delle scorte
Il 2050 non è così lontano. Anzi, nel percorso collettivo verso la sostenibilità ambientale – ma anche sociale e a livello di governance – è più vicino di quanto si avverta e impone scelte decise a livello governativo. In questo processo è centrale l’elettrificazione del parco automobili. La domanda di litio, nichel, cobalto, manganese e platino per batterie aumenterà rapidamente man mano che l’elettrificazione dei veicoli accelera e i paesi lavorano per ridurre le emissioni di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci entro il 2050. Secondo un recente studio realizzato dalla Cornell University, pubblicato sulla rivista Nature, l’incremento della domanda di questo tipo di materiali determinerà diversi problemi nella catena di approvvigionamentoSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci.
Se entro il 2050 l’elettrificazione fosse davvero portata a termine, la domanda annua di litio andrebbe oltre le 2,2 milioni di tonnellate, andando a sopravanzare la richiesta sul mercato di altri materiali, poiché il fabbisogno globale varierebbe dai 2 milioni di tonnellate dove il 40% dei veicoli è elettrico, alle 5,2 milioni di tonnellate in uno scenario dove tutti i veicoli sono elettrici.
Anche la domanda annuale di cobalto (da 0,3 a 0,8 milioni di tonnellate) e di manganese (da 0,2 a 0,5 milioni di tonnellate) aumenterà similmente entro il 2050. Attualmente, la Banca mondiale stima che questi metalli e minerali critici sono localizzati in Cile, Congo, Indonesia, Brasile, Argentina e Sudafrica.
Se davvero la dittatura del litio fosse reale, si andrebbe a generare una disputa geopolitica del peso specifico avuta dal petrolio in questi decenni. Il 95% del litio si trova tra Australia, Argentina, Cile e Cina. Quest’ultima governa la supply chain del litio. L’Agenzia internazionale per l’energia stima la quota di capacità di raffinazione globale al 58% per Pechino. Fino a quando strutture simili non saranno operative in Europa, negli Stati Uniti o nella stessa Africa, la Cina sarà inoltre il principale cliente del litio africano. La Cina domina questo mercato al punto che un brand così “americano” come Tesla ha deciso di costruire una fabbrica a Shanghai per produrre la sua batteria di accumulo di energia su larga scala (Megapack) e inizierà la produzione nel secondo trimestre del 2024. Con il nuovo impianto, sfrutterà la catena di approvvigionamento delle batterie dominante in Cina per aumentare la produzione dei suoi Megapack e ridurre i costi, nella speranza di soddisfare la crescente domanda globale.
Se si guarda allo sviluppo delle miniere in Africa, nel frattempo l’Ue lavora per per rendere più accessibile l’estrazione e la produzione di materie prime critiche di litio, cobalto e grafite e negli Stati Uniti l’Inflation Reduction Act (IRA) ha fissato dei crediti ai produttori di veicoli elettrici che acquistano i materiali per le loro batterie negli Stati Uniti e nei paesi vicini agli americani. Nella corsa disperata al litio, la domanda eccederà la possibilità di approvvigionamento e presto il problema peggiorerà fino al rischio esaurimento. Unica soluzione: lo sviluppo di fonti alternative.