![]()
Il neopresidente Maurizio Ragno riflette su pratiche ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci e i margini di crescita del settore in Italia
Un mercato con un giro d’affari nel 2022 da 2,2 miliardi di euro, con crescita di fatturato (+30%) e addetti delle imprese (+50%). Dal rapporto annuale di Iidea (Associazione di categoria dell’industria videoludica), che quantifica in 14,2 i videogiocatori in Italia, con età media di 29,8 anni, l’universo dei videogame in Italia cresce e vede davanti a sé enormi margini, con oltre 2400 impiegati nella produzione (il 24% femminile). Dall’impatto sul clima – comprese le emissioni di carbonio dall’uso dei centri dati o dai viaggi di lavoro – ma anche dal punto di vista sociale con temi come inclusione, diversità ed equità, anche per il settore l’Esg è considerato uno strumento per attrarre e fidelizzare clienti, investitori, dipendenti, secondo l’analisi di Rachel Decelis, senior manager Environmental social and governance di KPMG Malta, e migliora le relazioni lungo la catena di approvvigionamentoSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci di un’azienda, oltre ai collegamenti comprovati tra alcuni parametri Esg – come la diversità – e la performance finanziaria.
Maurizio Ragno è stato eletto da qualche giorno presidente della FIDE (Federazione italiana discipline elettroniche). Risponde a SostenibileOggi sul rapporto sempre più stretto tra sostenibilità e videogames, sulle potenzialità del settore e sui margini di miglioramento.
Le Nazioni Unite spingono da anni sulla sostenibilità dei videogiochi. Tante aziende hanno aderito alla Playing for the Planet Alliance, gestita dal programma UNEP. Perché associare videogiochi e sostenibilità ambientale?
R: “I videogiochi possiedono un grande potenziale in grado di sensibilizzare i giocatori riguardo alle problematiche ambientali, penso soprattutto alla capacità di generare esempi positivi per chi fa parte della GenZ, trasmettendo messaggi educativi e incoraggiando a comportamenti sempre più sostenibili attraverso storie coinvolgenti, personaggi ispiratori e meccaniche di gioco mirate”.
Sul piano ambientale, qual è l’impegno del suo mandato alla FIDE?
“La gamification è lo strumento per sensibilizzare ed educare a comportamenti sostenibili, ma si punta allo sviluppo di ogni forma di innovazione tecnologica e iniziativa videoludica sostenibile. Il progetto per questa presidenza è legato anche alla promozione e al coinvolgimento della comunità in attività socialmente utili e green oriented. Questi sono i punti su cui lavorare per migliorare la situazione attuale”.
Sostenibilità non significa solo rispetto dell’ambiente per le emissioni di carbonio, ma anche sociale e di governance, la famosa sigla ESG. A livello sociale, c’è tossicità nei videogames, dalla discriminazione all’odio razziale, alla violenza. Aziende come EA e Valve hanno adottato misure, che strada va seguita?
R: “Il primo passo per migliorare su questi punti è il riconoscimento degli e-sports come sport a tutti gli effetti. Seguiamo e promuoviamo le regole dello sport, quindi, per rispondere alla sua domanda citerò Nelson Mandela “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione!”.
Oltre al valore in sè dello sport, sostenibilità significa anche governance: molti dipendenti di colossi del settore hanno lamentato di essere sottopagati, un recente studio dice che il 74% degli intervistati riferisce che non esiste parità di trattamento. Una ricerca di McKinsey mostra che gruppi dirigenti diversificati hanno prestazioni migliori:
R: “La parità di trattamento è certamente una conquista sociale e negli e-esport viene già perpetrata da tempo e stanno nascendo iniziative dedicate da parte di alcuni team di lavoro per ridurre le disparità in termini di inclusività.
Sicuramente non siamo ancora giunti al risultato sperato ed è per questo che bisogna continuare a lottare per promuovere la parità di trattamento per tutti i dipendenti, indipendentemente dal genere, dall’etnia, dall’orientamento sessuale o da altre caratteristiche personali”.
Cosa rischiano gli sviluppatori, gli editori di giochi se non si uniformano all’applicazione dei criteri ESG?
R: “Credo che la risposta non vada cercata solamente alla federazione, vi sono soggetti molto più appropriati con cui confrontarsi sul tema quali, ad esempio, Iidea, certamente il lavoro da fare è condiviso, il nostro settore dal punto di vista industriale per crescere ulteriormente deve limare su diversi punti gli aspetti”.