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Studio californiano: negli ultimi 50 mila anni il calo delle dimensioni è stato di oltre il 10%
Lo stress ambientale influisce addirittura sulle dimensioni del cervello umano, nell’ambito di un percorso di adattamento dell’uomo ai processi climatici.
La ricerca è stata condotta dallo scienziato cognitivo Jeff Morgan Stibel del Museo di Storia Naturale della California e senza dubbio contribuisce alla comprensione del modo in cui gli esseri umani si sviluppano e si trasformano in risposta agli stress ambientali.
Il ricercatore del museo californiano, per arrivare a questa conclusione, ha portato a compimento una serie di studi sulle dimensioni del cervello di quasi 300 esemplari di Homo, analizzando i loro cambiamenti nell’arco di 50 mila anni, in relazione ai fattori climatici, dallo sbalzo delle temperature alle precipitazioni globali, al tasso di umidità: quando il clima è diventato più caldo, le dimensioni del cervello si sono rimpicciolite. Un fenomeno non così evidente invece quando le temperature erano fredde.
Il ricercatore ha ottenuto i dati sulle dimensioni del cranio da dieci diverse fonti pubblicate, per un totale di 373 misurazioni da 298 ossa umane nell’arco di 50 mila anni. Per la stima delle dimensioni del cervello e delle dimensioni corporee si è tenuto conto della regione geografica e del sesso. I fossili analizzati sono stati suddivisi in gruppi in base a quanto tempo fa sono vissuti e Stibel ha condotto la sua ricerca utilizzando quattro diversi intervalli di età: 100 anni, cinquemila anni, diecimila anni, 15 mila anni per tenere conto degli errori di datazione.
Poi sono state confrontate le dimensioni del cervello con quattro registri climatici e si è constatato che negli ultimi 50 mila anni gli esseri umani hanno registrato un notevole calo delle dimensioni medie del cervello, pari a poco più del 10,7%.