![]()
Dal 30 dicembre scatta l’obbligo di tracciabilità per il caffè importato nell’Ue. Rabobank stima al 20% la superficie di arabica a rischio entro il 2050
Dopo quattro annate di deficit, il caffè torna ad abbondare. L’Organizzazione internazionale del caffè (ICO) prevede un surplus di mercato di 3 milioni di sacchi e a settembre i prezzi sono scesi con decisione, trascinati dal raccolto record brasiliano. L’abbondanza arriva in un momento in cui il mercato fisico si distende mentre i futures, i contratti negoziati in Borsa con cui si fissa oggi il prezzo di una consegna futura di caffè, restano tesi. L’anno prossimo il caffè dovrà superare due prove, quella del clima e quella della tracciabilità.
Un’annata di abbondanza
Il Brasile, primo produttore mondiale, guida la ripresa. Conab stima per il 2026 un raccolto di 67,6 milioni di sacchi da 60 chilogrammi, il 19,6% in più del 2025, grazie alla ripresa dell’arabica, alla biennalità positiva delle piante, all’ingresso di nuove aree in produzione e a condizioni climatiche più favorevoli. La qualità è meno brillante dei volumi. Le piogge fuori stagione cadute durante la raccolta hanno penalizzato il raccolto brasiliano, e per questo il rapporto ICO legge il quadro come ribassista sul fronte dell’offerta ma con segnali ambivalenti.
Sul fronte della robusta, la seconda specie di caffè più coltivata al mondo, dopo l’arabica, il Vietnam produce circa il 40% del totale mondiale. Per il 2026/27 il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) prevede un raccolto record di 32,5 milioni di sacchi, di cui 31,4 milioni di robusta, sostenuto dall’abbondanza di acqua per l’irrigazione a inizio anno. Nei primi nove mesi del 2026 le esportazioni vietnamite sono cresciute del 15% in volume, ma gli incassi sono scesi del 7%, con un prezzo medio calato di circa un quinto. La nuova campagna è partita a ottobre e entrerà nel vivo a novembre.
Caffè, il peso delle nuove regole Ue
Gli operatori grandi e medi dovranno conformarsi al regolamento Ue sulla deforestazioneDeforestazione La deforestazione è il processo di rimozione o distruzione di foreste o aree boschive su larga scala, generalmente per far posto ad attività umane come l'agricoltura, l'allevamento, l'estrazione mineraria o lo sviluppo urbano. Questo fenomeno ha profonde implicazioni ambientali,... Approfondisci (Eudr) dal 30 dicembre 2026, quelli più piccoli entro il 30 giugno 2027. Il regolamento 2023/1115 richiede che il caffè immesso nel mercato europeo sia verificato come privo di deforestazione, con dati di geolocalizzazione a livello di singolo appezzamento.
L’Europa importa il 33% del caffè prodotto nel mondo, e il caffè rappresenta il 6% della deforestazione riconducibile ai consumi Ue. A maggio la Commissione ha proposto di includere nell’ambito del regolamento anche il caffè solubile, chiudendo un vuoto che permetteva di produrlo interamente fuori dall’Unione e importarlo senza controlli.
Lo stato di preparazione della filiera è eterogeneo. Rainforest Alliance indica che il 65% delle sue catene certificate soddisfa già i criteri Eudr, con un aumento del 40% su base annua. Frattanto, l’analisi Forest 500 racconta che la rendicontazione sul caffè libero da deforestazione è scesa al 5% nel 2025. Chi ha già mappato i propri fornitori parte avvantaggiato; per gli altri la tracciabilità diventa un vincolo di approvvigionamento prima ancora che un costo.
Clima, l’ombra di El Niño e la mappa del 2050
Il rischio più vicino è meteorologico. Un El Niño sfavorevole potrebbe ridurre la produzione in Brasile, Indonesia e Vietnam, riaprendo le tensioni sui prezzi. Il Climate Prediction Center statunitense prevede un evento forte, con probabilità del 90% di collocarsi tra i più intensi mai registrati.