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Unioncamere indica nei bilanci raccontati da chi li ha già fatti il modo più efficace per portare i criteri di sostenibilità alle Pmi. Intanto l’Omnibus ha spostato in avanti le scadenze

Il miglior consulente di sostenibilità per una piccola impresa è il dirimpettaio. La tesi è di Unioncamere e arriva a margine del Forum Sostenibilità del Sole 24 Ore, a Roma, da Sandro Pettinato, vicesegretario generale dell’ente che rappresenta le Camere di commercio e relatore alla tavola rotonda su circolarità e transizione verde. Il tema è il divario tra grandi e piccole imprese nell’adozione dei criteri ESG, in un Paese il cui tessuto produttivo è fatto in larga parte di aziende di dimensioni ridotte.

Il divario: informazione, costo percepito e scadenze rinviate

«Il divario c’è ed è concreto», afferma Pettinato, e ha due radici. La prima è la dotazione: «Il piccolo ha meno possibilità di informarsi, di confrontarsi, di acquisire esperienze anche sui temi della sostenibilità, vivendola ancora spesso come un costo e non come un investimento». La seconda è normativa. Nelle norme comunitarie, «ad esempio con l’Omnibus, hanno rinviato le scadenze per i piccoli imprenditori per quanto riguarda i fattori ESG, procrastinando tempi a cui tutte le strutture si stavano preparando ad adempiere».

Il pacchetto di semplificazione, approvato in via definitiva a dicembre 2025, ha ristretto il perimetro degli obblighi di rendicontazione e spostato in avanti le scadenze. Chi si era messo in moto si trova nella condizione del passeggero che arriva in banchina con la valigia pronta e legge sul tabellone che il treno parte più tardi. Il divario ha anche un numero, almeno in Lombardia: secondo il rapporto di Unioncamere Lombardia di giugno 2026, gli incentivi per investimenti in sostenibilità li ha usati il 28,4% delle imprese industriali e di grandi dimensioni, contro il 3,5% delle micro imprese artigiane.

La filiera come strumento

Per colmarlo Pettinato indica la strada della filiera, «una media-grande azienda che coinvolge la piccola in un processo di adeguamento ai fattori di sostenibilità, perché lo impongono anche le norme». I temi ESG, ricorda, «sono vincolanti già oggi per le aziende e per i fornitori di grandi aziende». La sostenibilità arriva così alla piccola impresa come requisito di contratto prima che come scelta strategica, e la filiera diventa canale di diffusione e anche di selezione.

Imprese che parlano a imprese

La seconda strada è quella a cui Pettinato tiene di più: «Creare spazi, luoghi di confronto in cui gli imprenditori che hanno fatto questo passo testimoniano ad altri imprenditori i vantaggi ESG, i vantaggi della transizione, dimostrando con bilanci, dati e numeri che la sostenibilità aggiunge vantaggi». «Abbiamo dimostrato – precisa – attraverso un campione molto ampio di aziende che si erano adeguate ai fattori di sostenibilità, che l’aumento del fatturato era quasi il doppio di quello delle altre. La propensione all’export aumenta nelle aziende con fattori di sostenibilità più alti e, soprattutto, aumenta il percorso di sviluppo, di investimenti e di crescita. Sono le chiavi che l’impresa legge.» «Tutti gli altri messaggi che arrivano da istituzioni o operatori – aggiunge – hanno un altro peso. Quando l’impresa racconta all’impresa come funziona, l’efficacia è ottima».

Cosa dicono i numeri

Secondo un’analisi di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne su circa 4.500 imprese tra 5 e 499 addetti, diffusa a settembre 2026, il 36,1% delle aziende prevede investimenti green, spesso legati al risparmio energetico, e il rapporto GreenItaly 2025 di Symbola e Unioncamere riferisce che più di un’impresa su tre investe in sostenibilità. L’energia è una voce che sta nel conto economico, e questo spiega perché a molte piccole imprese la transizione sia arrivata prima come bolletta che come bollino. Il metodo proposto, filiere e testimonianze, lavora su ciò che le piccole imprese leggono già: i bilanci. La tenuta dipenderà da quanti imprenditori avranno numeri da mostrare e da quanti vorranno ascoltarli prima che una scadenza torni a farsi vicina.

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