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Rivisti due dei tre criteri della direttiva contabile, diminuisce il numero di aziende interessate

L’entrata in vigore della direttiva sulla rendicontazione ambientale da parte delle aziende, l’ormai celebre CSRD, sarà differita, almeno in alcuni aspetti. In questi giorni infatti la Commissione europea (CE) ha adottato formalmente le modifiche ai criteri in base ai quali vengono definite le dimensioni delle società e dei gruppi nell’Ue. L’impatto di tali cambiamenti include una sostanziale riduzione del numero di società che rientrano nell’ambito di applicazione della CSRD. La classificazione delle società o dei gruppi come “micro”, “piccoli”, “medi” o “grandi” nell’Ue si basa sul rispetto di due dei tre criteri dimensionali stabiliti nella Direttiva contabile. I criteri sono numero di dipendenti, totale di bilancio e fatturato netto

Il futuro della direttiva

La Commissione Ue ha effettuato una revisione dei criteri, motivata dal boom dell’inflazione. Lo scopo della sua revisione era valutare se le soglie comportassero oneri amministrativi e di rendicontazione sproporzionati per alcune società. A seguito del completamento della revisione e di un successivo processo di consultazione pubblica, la Commissione ha approvato gli aumenti delle soglie di bilancio e fatturato netto. La soglia di organico dei dipendenti rimarrà invariata. Uno degli effetti principali delle modifiche ai criteri dimensionali è stata la riduzione del numero di società rientranti nel campo di applicazione della CSRD.  La direttiva sarà recepita entro il 2024 nella legislazione nazionale di tutti gli stati membri dell’Ue: la modifica delle soglie porterà a escludere una fetta delle aziende (erano previste circa 50 mila) a cui si applicherebbe altrimenti la CSRD.

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