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Obiettivo: suoli sostenibili nei paesi membri entro il 2050. La legge convince poco gli ambientalisti: non pone vincoli

Una legge per proteggere e ripristinare il suolo in modo sostenibile all’interno dei paesi membri dell’Unione europea. Sono passate due settimane dalla proposta arrivata dalla Ue di una normativa sul monitoraggio del suolo e non sono certo mancate le critiche, già a partire dal nome da dare a questa legge: la Commissione Ue aveva pensato a una legge “sulla salute del suolo”, poi divenuta “monitoraggio del suolo”, con indizi, secondo alcuni critici, di mancanza di incisività nel provvedimento complessivo. 

Dunque, una legge articolata in diversi punti: dalla definizione unica, ovvero cosa significa la salute del suolo a livello comunitario, poi l’attività di monitoraggio, per raccolta e dati sui suoli europei, sino al risanamento dei siti inquinati, all’apertura a nuove tecniche di manipolazione genetica, con l’individuazione di diverse categorie di piante modificate e percorsi differenti per l’immissione sul mercato con garanzia di trasparenza e monitoraggio dell’impatto ambientale, sociale ed economico. 

L’obiettivo è ottenere la maggior parte dei suoli sani entro il 2050 nell’area Ue. Secondo i dati che arrivano da Bruxelles, tra il 60 e il 70% dei suoli sono in pessime condizioni e ogni anno almeno un miliardo di tonnellate di suolo subisce gli effetti dell’erosione, a cui si aggiunge l’impatto della crisi climatica e degli eventi meteorologici estremi. Senza considerare che il degrado dei suoli determina conseguenze su servizi essenziali, dalla produzione alimentare al mangime per gli animali, incidendo anche su altri fattori come la cattura del carbonio. Il pacchetto normativo dell’Ue sarebbe insufficiente, secondo diverse associazioni animaliste, che insistono sulla mancanza di obblighi d’azione verso i paesi che non rispettano le disposizioni

Mentre il Commissario Ue all’ambiente, Virginijus Sinkevičius, ritiene che sia un primo passo. In ogni caso ora la parola passa al Parlamento Ue e ai singoli paesi, per le modifiche al testo, per valutare se saranno rafforzate o se sarà un tentativo a vuoto.

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