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Riconosciuta la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, art.8 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo
Svizzera condannata per la crisi climatica. Sembra assurdo magari porre la questione in questi termini, ma è quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) con sede a Strasburgo: è stata accolta l’istanza di ricorso dell’associazione elvetica Klima Seniorinnen (Anziane per il clima, conta oltre 2300 donne svizzere) impegnate nel combattere i danni alla salute delle persone determinati dal climate change. Dove non sono arrivati i tribunali svizzeri è invece arrivata la Corte europea: in sostanza è stato riconosciuto che c’è stata la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo). La decisione ha una rilevanza anche per i 47 Stati che sono parte del Consiglio d’Europa, in quanto vincolante e che costituisce un precedente.
Dunque, condanna dello stato svizzero per ‘inazione’ sul clima. È la prima volta che la CEDU condanna uno Stato per mancanza di iniziative contro il cambiamento climatico, intrecciando così la questione della tutela dei diritti umani con il rispetto degli obblighi ambientali. Nel 2016, l’associazione delle Anziane per il clima avevano accusato le autorità svizzere di non tener conto del cambiamento climatico con le politiche governative e che questa mancanza di volontà di mettere in pratica iniziative sostenibili andava a violare il loro diritto alla vita.