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Musica, spettacoli, sport: lo sdoganamento della salute mentale a 100 anni dalla nascita di Basaglia

Il disagio mentale non è più un tabù. È stato infatti più che sdoganato: canzoni, libri, poesie, imprese sportive, il materiale che mette al centro la salute mentale degli individui è in continua produzione, lo stigma è sparito e ovviamente il contributo dei personaggi più famosi contribuisce a parlarne e a rimuovere gli ostacoli che ancora bloccano chi vorrebbe farsi aiutare e ancora non lo fa. Tutto questo ovviamente rimanda a Franco Basaglia, alle sue battaglie, nel giorno del centesimo anniversario dalla sua nascita

Musica, spettacoli e sport

Sanremo 2024, con il coming out sul tema di Sangiovanni e il successivo endorsement di Mr.Rain al giovane artista che ha deciso di prendersi una pausa per curare la sua salute mentale, è solo l’ultimo esempio mediatico di un problema che tocca una persona su otto a livello globale, come riferito dall’OMS. Nella produzione discografica gli ultimi casi sono stati rappresentati a Sanremo da Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”, ma il tema del suicidio, per esempio, dopo il trauma della morte di Luigi Tenco, è stato affrontato da Vecchioni e De Andrè (che scrisse di Tenco e Van Gogh), poi c’è stato Vasco Rossi con “Jenny è pazza”.

Nello sport invece forse l’esempio più potente è stato il ritiro di Simone Biles, pluri campionessa olimpica nella ginnastica, che poco prima di andare in gara alle Olimpiadi di Tokyo 2020 si ritirò dalla competizione perché divorata dallo stress, dall’ansia da prestazione. Fece anche lei coming out, così come Naomi Osaka, tennista da top ten mondiale, che si ritirò nel 2020 dal Roland Garros per lo stesso motivo.

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