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Oltre il 40% degli intervistati si dice pronto a cambiare lavoro a causa del clima

Imprese che vanno oltre il puro profitto, invece allineate ai criteri ESG. Un sondaggio condotto su 23 mila tra Gen Z e Millennials compone un mosaico decisamente nuovo: le preoccupazioni per il climate change, per la sostenibilità ambientale e anche sociale orientano le scelte professionali. Lo rivela Deloitte, che ha condotto il lavoro in 44 Paesi, tra Nordamerica, Sudamerica, Europa occidentale, Europa orientale, Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico. I potenziali dipendenti quindi avvertono di aver un peso nelle dinamiche sociali e soprattutto sono pronti a rifiutare un lavoro in aziende che non condividono sfide così sentite come quella ambientale ma anche quella del superamento del gender gap sul posto di lavoro e in generale tutto il pacchetto delle disuguaglianze sociali

Secondo lo studio di Deloitte, oltre il 40% degli intervistati si è detto pronto a cambiare lavoro – o l’hanno già fatto – per il clima. Sulla stessa scia quelli che pagherebbero di più per acquistare prodotti “sostenibili”, quasi il 67%. E c’è la metà della Generazione Z e oltre il 40% dei Millennial che si è tirata indietro di fronte a impieghi in aziende con un impatto ambientale negativo, oppure in cui non si pratica l’inclusione. E poi c’è un dato, forse il più significativo: quasi nove su dieci sia nella Gen Z che tra i Millennials cercano come obiettivo il benessere sul lavoro e nel 75% dei casi considerano fattori come l’impegno nella comunità e l’impatto sociale di un’organizzazione.

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