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La nuova generazione chiede che negli annunci di lavoro ci sia l’indicazione della retribuzione

Si chiama Pay Transparency ed è diventata una priorità per la Gen Z negli Stati Uniti. Le imprese che cercano personale sono sempre più spinte, sollecitate a pubblicare il range di stipendio negli annunci di lavoro. L’obiettivo della nuova generazione di lavoratori è ridurre sempre di più il gender gap a livello retributivo. La divulgazione delle informazioni sulla natura degli emolumenti è infatti ritenuta essenziale per attirare i talenti migliori per i diversi settori produttivi, ma soprattutto i più giovani vogliono vederci chiaro e in breve tempo: in sostanza, vogliono sapere se quel tipo di retribuzione offerta dall’azienda nell’annuncio di lavoro sia ritenuta compatibile con i costi da sostenere, tra vitto, alloggio, costo dell’inflazione. Uno studio recente di Adobe su oltre mille laureati evidenzia che più di otto potenziali impiegati su dieci non rispondono agli annunci, se lo stesso annuncio non porta con sé informazioni sulla retribuzione. La Gen Z inoltre preferisce essere informata sul salario e leggere quel tipo di informazioni alimenta la fiducia nel lavoro moderno e sulle pratiche dell’azienda in questione. 

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Il tema è sentito anche sulle piattaforme della Gen Z come TikTok. Nell’area Ue, la Commissione ha avviato trattative con i Paesi membri, per spingere le imprese over 50 dipendenti a pubblicare i dati sui salari dei propri dipendenti. La scorsa primavera è stata emanata una direttiva che prevede il diritto per i dipendenti di confrontare il proprio stipendio con quello dei colleghi di pari ruolo. In sostanza, a confrontare la RAL: dovrà essere recepita a livello nazionale entro il 2026.

Negli Stati Uniti si è fatto un passo avanti, forse due: la legge sulla trasparenza salariale è già effettiva a New York City e nel Colorado. Esattamente un anno fa è stata varata anche in California e a seguire nello Stato di Washington. Ma prima ancora l’hanno fatto anche colossi come ad esempio Alphabet (la società che possiede Google).

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