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Centro CNI: l’Italia è in testa nel numero di donne laureate in discipline STEM tra il 2013 e il 2021

La Giornata Internazionale della Donna è passata solo da qualche giorno e, luoghi comuni a parte, la questione del gender gap è forse anche più profonda di quanto si pensi. Uno studio del Centro CNI evidenzia che l’Italia è addirittura in testa nel numero di donne laureate in discipline STEM tra il 2013 e il 2021: il tasso è cresciuto del 35%, mentre in Germania l’incremento è stato del 30%, in Francia del 24,2%, in Austria del 28%, in Belgio del 33% e nel Regno Unito intorno al 20%. Sempre con riferimento al 2021, il totale delle donne laureate in ingegneria rappresenta quasi il 31% del totale (era al 23% nel 2010). 

Dunque, il trend è in crescita, c’è maggiore predisposizione a mettersi alla prova nelle discipline scientifiche ma è il mercato del lavoro a non fornire i segnali adeguati di un cambiamento. Lo studio rivela che tra gli ingegneri iscritti a Inarcassa, gli uomini registrano un reddito medio di oltre 44 mila euro annui e per le donne c’è un reddito annuo di 26mila euro, poco superiore alla metà della cifra indicata per i colleghi, con il gender pay gap che arriva al 48%, e che diventa il 38% nel campo dell’architettura: uomini a poco più di 33mila euro annui, le donne quasi 21mila euro. Una distanza allarmante.

Il dato complessivo in Italia sul gender pay gap

Insomma è l’universo delle STEM a mostrare il gap più complesso da colmare. Secondo ODM Consulting (società di consulenza HR di Gi Group Holding), dati aggiornati a settembre 2023, in Italia le donne guadagnano in media il 10% in meno rispetto agli uomini. Il dato è in aumento, con una forbice sulla retribuzione annua lorda tra tremila e 16mila euro.

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