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Oltre 14 milioni di barili di greggio prodotti ogni giorno

Oltre 14 milioni di barili di greggio prodotti ogni giorno. Un primato che tiene distanti altri produttori a cinque stelle come Russia, Arabia Saudita. Questo è il paradosso degli Stati Uniti, che si trovano in piena campagna elettorale, con la sfida che si profila tra Donald Trump e Kamala Harris, dopo il ritiro del presidente in carica, Joe Biden. E il paradosso arriva dalla gestione Biden, che ha certamente varato il piano Inflation Reduction Act da quasi 400 miliardi di dollari in crediti di imposta sulle rinnovabili, quindi un all-in sulla transizione ecologica ed energetica, ma durante il suo mandato si è giunti al picco di produzione di petrolio. Come si spiega?

In realtà il “merito” non è di Biden, anzi durante il suo corso alla Casa Bianca c’è stato il boom delle vetture elettriche ma anche delle rinnovabili, piuttosto delle politiche che sono state messe in campo negli anni passati, con investimenti voluti dal governo federale per rendersi energeticamente indipendenti che hanno prodotto dividendi anche per la concomitante guerra in Ucraina, per la crisi mondiale dei prezzi. 

Secondo Rystad Energy, una società di ricerca e consulenza, tra il 2011 al 2021, i pozzi di gas e petrolio erano in perdita di quasi 140 miliardi di dollari. Nell’ultimo triennio, solo segni positivi, con benefici per 485 miliardi di dollari.

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