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La denuncia: sette donne su dieci hanno subito comportamenti inappropriati sul posto di lavoro
Il dato è decisamente allarmante, anche se non sorprende: sette donne su dieci rivelano di aver subito molestie sul posto di lavoro. Questo è il risultato dell’analisi della Fondazione Libellula. Le cosiddette avances, i complimenti, le allusioni a carattere sessuali, le battute sessiste e volgari: il campionario è conosciuto, senza cadere nell’ipocrisia si tratta di una specie di viziosa liturgia presente in uffici, redazioni, contesti lavorativi misti.
Lo studio Libellula
Secondo l’indagine, dal titolo “Ti Tocca” e che ha coinvolto oltre 11 mila donne, la maggior parte delle molestie sono subite da donne senza un partner stabile oppure che lavorano in aziende con meno di 49 dipendenti. Quattro su dieci circa ha subito contatti fisici indesiderati e il trend è cresciuto nel 2023 dell’81% rispetto all’anno precedente, mentre il 43% ha dovuto fronteggiare richieste sessuali esplicite e il 27% ha ricevuto richieste di atti di natura sessuale per nulla graditi dalla donna in questione. E forse c’è un dato che più di altri merita una riflessione più approfondita: la percentuale di molestie è anche più alta della media nello studio di Libellula per le cosiddette donne in carriera: il 77% di chi occupa posizioni apicali in un’azienda lamenta un comportamento inappropriato. Dato che è del 75% per le dirigenti.
La legge Ue contro la violenza sulle donne
Consiglio Ue e Parlamento Ue hanno recentemente messo a punto la prima legge europea sulla violenza contro le donne e la violenza domestica e tra i reati ci sono anche le molestie. La nuova legge stabilisce norme minime sulla definizione di reati penali specifici e le relative sanzioni. Definisce inoltre i diritti delle vittime di tutte le forme di violenza contro le donne o di violenza domestica e prevede la loro protezione.