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Indagine Confindustria: solo il 25% contempla una figura professionale per la sostenibilità

Otto italiani su dieci ritengono che la sostenibilità sia un fattore importante nella valutazione degli acquisti, ma sempre alle spalle di qualità e prezzo. Questa è la fotografia scattata da un’indagine di Confindustria sulla sostenibilità in Italia e include anche le imprese, che hanno una considerazione alta della questione, ma solo il 25% del campione interpellato contempla una figura professionale in azienda dedicata alla sostenibilità. Tra ottobre e novembre l’indagine, condotta da Havas Pr, ha coinvolto un campione di 500 rispondenti rappresentativi della popolazione italiana e 16 imprenditori del panorama industriale italiano. Havas avvisa che senza politiche pubbliche a supporto degli investimenti 5.0 è alto il rischio di costi insostenibili e di perdere quote di competitività. Dall’indagine quantitativa sui consumatori è emerso che gli italiani continuano a prediligere prodotti di alta qualità, ma il prezzo resta un determinante critico. Il 92% considera la qualità e l’89% il costo come i principali fattori di acquisto. La sostenibilità, focalizzata su aspetti ambientali e sociali, è rilevante per l’80% degli intervistati, con particolare attenzione da parte di donne e individui tra i 55 e 64 anni. La presenza di figli accentua l’interesse per qualità, origine e sostenibilità della filiera. Inoltre, solo il 28% degli italiani si dice ‘molto attento’ alla sostenibilità, mentre il 52% si dichiara ‘abbastanza attento’ al tema e lo associa principalmente al riciclo e alla raccolta differenziata. Uno su cinque (20%) si professa indifferente o considera la sostenibilità non rilevante. Il 60% degli intervistati dichiara di non conoscere l’acronimo ESG. Sulle aziende, il 46% degli intervistati considera la tutela dei lavoratori come il principale criterio per un business sostenibile, seguito dal rispetto delle pari opportunità (41%).

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