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La Camera dei rappresentanti Usa cita in giudizio il fondo per violazione leggi anti trust ESG

Ormai sembra una crociata americana in salsa ESG. I repubblicani sono tornati nuovamente alla carica contro Blackrock, il colosso di private equity che qualche mese fa ha deciso di sganciarsi dall’acronimo ESG perché, secondo le parole del Ceo Larry Fink, sarebbe stato utilizzato impropriamente da sinistra a destra. Il partito conservatore invece è ripartito all’attacco di Fink: il manager infatti starebbe spingendo per un programma ideologico, mettendosi di traverso alle società energetiche nella produzione di petrolio. Lo stesso Fink, in un post su Linkedin, ha ribattezzato come “sciocchezze politiche” le considerazioni dei repubblicani, ma BlackRock è stata citata in giudizio dalla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per violazione delle leggi anti trust in tema ESG. E il fondo durante le presidenziali in corso di parte Gop è stato menzionato più volte, anche per il sostegno dichiarato del suo Ceo al candidato Nikki Haley. Una posizione che ha portato uno dei candidati più accreditati nelle primarie Rep, il governatore dello stato della Florida Ron De Santis a schierarsi contro il colosso dei private equity perché sarebbe una specie di avamposto per un’agenda di sinistra negli Stati Uniti. Lo stesso De Santis è stato il primo a inaugurare la saga degli stati contro gli obiettivi ESG da perseguire negli investimenti privati e statali, portando dalla sua parte nel corso dei mesi una ventina di stati, nella convinzione che seguire i criteri di sostenibilità da parte delle imprese e delle amministrazioni costituisse un pericolo per l’economia di mercato.

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