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Analisi Fortune Usa: anche l’Europa pagherà il calo di interesse verso i fondi green

La crociata di fede repubblicana sembra produrre risultati in tema anti ESG. Almeno è quanto si avverte leggendo l’intervento della famosa rivista americana Fortune, secondo cui l’onda della finanza sostenibile è in calo non solo negli Stati Uniti – fenomeno verificabile dai dati, indiscutibile – ma anche in Europa, laddove il 2024 è l’anno dell’entrata in vigore di una serie di normative sulla rendicontazione aziendale degli impatti ambientali (CSRD) ed è in discussione la Direttiva sulla responsabilità delle aziende in tema ambientali e di diritti umani nella catena del valore (CSDD)

Tutto inutile, secondo Fortune Usa: infatti la comunicazione non all’altezza sugli investimenti ESG ha raffreddato l’interesse degli investitori e non hanno contribuito alla causa i vari casi denunciati di greenwashing o greenhushing, ossia il silenzio delle aziende rispetto alle iniziative assunte nell’ambito della sostenibilità. A tal proposito è citato come esempio il passo indietro dell’Ue sull’obiettivo di dimezzamento dei pesticidi utilizzati nell’agricoltura, a seguito delle proteste degli agricoltori, che sono state copiose anche in Italia. 

I dati Morningstar

La rivista Fortune conclude la sua analisi evidenziando che saranno le imprese e i cittadini europei a pagare presto il calo d’interesse verso gli investimenti green, ricordando che l’Europa detiene l’84% del mercato delle obbligazioni verdi – e in ogni caso ci sono i recenti dati di Morningstar a mappare la finanza sostenibile: la vendita dei fondi ESG è arrivata a 37,8 miliardi di dollari nel 2023, la terza parte rispetto al primato fatto segnare appena tre anni fa, fissato a oltre 150 miliardi di dollari. E se il Vecchio Continente ha tenuto il passo (parziale positivo da 3,3 miliardi di dollari) il crollo dei fondi ESG c’è stato negli Stati Uniti e in Giappone.

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